21 luglio 2017

Alla rircerca dell'aperitivo perfetto..

prawn toast
post in collaborazione con Val D'Oca
[tagliere KnIndustrie]
Qualche tempo fa mi hanno proposto di creare la ricetta di quello che, secondo me, potrebbe essere lo stuzzichino da aperitivo perfetto da abbinare ad una bottiglia di Valdobbiadone Prosecco superiore DOCG Val D'Oca "Le Rive di Santo Stefano".
Capite? Le parole "stuzzichino" "aperitivo" e "prosecco" tutte in un'unica frase. 
Potevo forse io non cogliere al volo quest'occasione? L'ho già dichiarato più volte e lo ribadisco ancora oggi: se si potesse, vivrei solo di prime colazioni e di aperitivi, senza nient'altro in mezzo... Insomma, ormai lo sapete, da me ogni scusa è buona per fare l'aperitivo: perché è venerdì (o sabato, o lunedì ma anche qualsiasi giorno della settimana...), perché ho trovato un traffico assurdo e me lo merito, perché non ho trovato traffico e allora festeggiamo,  insomma, davvero.. l'aperitivo per me è rappresenta un sacrosanto ed irrinunciabile momento di riconciliazione con l'universo, soprattutto se è riccamente accompagnato da stuzzichini non banali (ma in momenti di crisi vi giuro che vanno benissimo anche due olive, le patatine e una manciata di mandorle tostate!) e con un bel drink in abbinamento, meglio se si tratta di un calice di bollicine belle fresche (che come si sa, la bollicina sgrassa ;-)!
Così non solo ho potuto assaggiare l'ottimo prosecco Val D'Oca di cui sopra, un prosecco Brut Nature che al gusto pertanto risulta asciutto e persistente, pur avendo un gusto armonico ed equilibrato, con sentori di fiori bianchi, mela e agrumi. Trasparente e dal perlage fine e duraturo, ideale se servito ben freddo (6-8° C) in abbinamento a piatti di pesce. Perciò, quando mi sono messa a pensare allo stuzzichino "perfetto" volevo che fosse non solo a base di pesce, ma anche profumato, goloso, sfizioso e originale. 
Penso di averlo trovato in questo toast di gamberi, facilissimo da preparare, sorprendentemente gustoso e croccante ma soprattutto anche furbo: potete infatti preparare i vostri toast pronti per essere semplicemente fritti all'ultimo momento, giusto qualche minuto prima dell'arrivo dei vostri ospiti, e servirli appena qualche minuto dopo, non proprio bollenti ma ancora caldi. Fondamentale per questa ricetta è la panatura a base di panko giapponese (al quale ho mescolato anche dei semi di papavero, ma andrebbero benissimo anche quelli di sesamo) che potete acquistare nei negozi di specialità alimentari internazionali ma anche preparare in casa da voi, tritando della mollica di pane in cassetta facendola poi essiccare in forno a bassa temperatura finché non diventa croccantissima. Questa panatura, molto più croccante e grossolana del nostro tradizionale pangrattato, rende questi toast incredibilmente croccanti e leggeri nonostante siano comunque fritti, perché dopo averli fatti scolare su carta assorbente non resteranno affatto unti. 
Sarà lo stuzzichino perfetto per l'aperitivo? Non vi resta che provarli!
In più. se volete provare anche voi il prosecco Val D'Oca, fino al 30 settembre potete acquistarlo sullo shop online del loro sito usufruendo di uno sconto speciale del 10% sul primo acquisto, riservato ai lettori di Pane&Burro. Basterà inserire il codice sconto e416205d al momento dell'acquisto.
Buon week end e buoni aperitivi a voi!


19 luglio 2017

Fattoush: il parente mediorientale della panzanella

fattoush

Avete mai sentito parlare del "fattoush"? Se siete fan della cucina mediorientale come me, sicuramente si. Il Fattoush (o fattouch) è di un'insalata a base di pane arabo tostato o fritto per renderlo croccante e condito per lo più con verdure crude, fresche e croccanti come i cetrioli, i pomodori, i ravanelli o altre verdure a seconda della stagione. Essendo un piatto casalingo, come spesso accade, non c'è una ricetta vera e propria e ognuno lo può preparare un po' con gli ingredienti che preferisce, proprio come nella maggior parte delle ricette di casa della nostra tradizione. Mi ricorda quindi moltissimo la nostra panzanella toscana, un modo furbo di far fuori gli avanzi di pane trasformandoli in un piatto gustosissimo e fresco, perfetto per un pranzo in spiaggia, una cena "al fresco" o la schiscetta in ufficio. Ingrediente che non può mancare nel fattoush tradizionale è il sommaco (sumac) che viene usato per insaporirlo. Si tratta di una pianta dalle bacche rosse i cui frutti secchi vengono macinati finemente e utilizzati in polvere per insaporire la maggior parte dei piatti tipici della cucina del Medio Oriente ma anche del Nord Africa, Asia e in alcuni casi del Sud America che può essere usata anche per insaporire pesce e carne. Ha un sapore non troppo invadente, leggermente aspro, pungente e acidulo e poco piccante. La potete trovare nei negozi specializati in spezie o nei negozi di specialità internazionali.
Anche questa ricetta fa parte del servizio dedicato ai pomodori che ho realizzato questo mese per la rivista Prèmiaty che potete acquistare in tutti i supermercati della catena Sigma


12 luglio 2017

Una pasta "alla Norma" in versione estiva e leggera, come piace a me

Senza titolo

Partiamo dalla premessa che questa non è la ricetta della pasta alla Norma tradizionale, anzi non ha nulla a che vedere a dirla tutta con la vera, squisita, goduriosa, peccaminosa pasta alla Norma (che come dice la mia mamma, le melanzane o fritte o niente), l'unica cosa in comune con la ricetta storica sono gli in gredienti, che di base sono grossomodo gli stessi. 
Però posso assicurarvi che questa pasta è buonissima, leggera e veloce da preparare. Insomma, perfetta per questo periodo estivo da cucinare, volendo, anche in anticipo e servire fredda (anche se io devo dire la verità la preferisco di gran lunga tiepida). Un'idea alternativa per portare in tavola un buon piatto di pasta con tutti i sapori e i colori della stagione. 
Ho usato dei fusilli giganti che amo particolarmente per questo tipo di condimento, il "sugo" li avvolge perfettamente e li condisce riccamente. Ma potete usare il formato che preferite, ovviamente. La ricetta fa parte del servizio dedicato ai pomodori che potete trovare all'interno della rivista Premiaty in tutti i supermercati Sigma della vostra città. Per chi non ne ha uno a portata di mano, ecco la ricetta. 


06 luglio 2017

Le frittate "estive": pomodorini, feta, menta e pinoli

frittata1

Lo avevo già detto parecchio tempo fa in questo post qui, ma da sempre a casa nostra le frittate sono sinonimo di pranzi estivi. Il che non ha un gran senso, soprattutto perché io nella maggiorparte dei casi le frittate le finisco di cuocere in forno, ma è probabilmente più l'idea di risolvere una cena in modo rapido, sostanzioso e sbrigativo, ma pur sempre goloso e saporito, che sintetizza l'associazione frittata=cena estiva, magari accompagnata da una fresca insalata (meglio ancora se appena raccolta dal nostro mini orto in terrazza che quest'anno ci sta regalando qualche bella soddisfazione!). 
Quindi in effetti mi succede di cucinare una buona frittata per cena soprattutto nei mesi estivi. Come questa frittata qui, che ho preparato qualche tempo fa per un servizio tutto dedicato ai pomodori che ho realizzato la rivista Prèmiaty della catena di supermercati Sigma del numero di luglio appena uscito, dal quale  penso che condividerò qui con voi anche qualche altra ricetta, perché ci sono piaciute davvero tutte moltissimo..
Questa in particolare è davvero semplice da fare ma comunque golosa e ottima sia appena tiepida che fredda, quindi davvero perfetta per una cena in terrazza o in giardino, ma anche per il pranzo in ufficio del giorno dopo.. insomma vedete voi!
L'unico accorgimento per realizzzare una frittata allegra e colorata come quella che vedete in foto (soprattutto se anche a voi, come a me, le frittate piacciono parecchio alte) è quello di inserire i pomodori solo in un secondo momento, quando la frittata inizia ad essere abbastanza rappresa, altrimenti affonderanno completamente nelle uova ancora liquide scomparendo completamente. Vi lascio quindi la ricetta qui sotto per chi no avesse la possibiltà di acquistare la rivista nei supermercati Sigma.
Buona settimana!  

15 giugno 2017

Insalata di spaghetti di carote alla marocchina

insalata carote marocchina
Questa insalata di carote è stata una delle scoperte più felici degli ultimi tempi. Ad essere sincera, contrariamente alla maggiorparte delle persone, ho sempre preferito le carote cotte a quelle crude. Se proprio le devo consumare crude le infilo in qualche estratto di frutta ma l'idea di sgranocchiare carote come un coniglio sinceramente non mi ha mai particolarmente attratta. A casa nostra mia madre preparava spesso un'insalata di carote grattugiate con olio e limone e forse già da allora non mi piacevano un gran che. Ne mettevo in bocca una forchettata e passavo decine di minuti a masticare ogni boccone, forse è proprio la consistenza delle carote crude che non mi convince, insomma davvero non lo so cosa sia che non me le fa amare!
Questa volta però mi sono dovuta ricredere: ho realizzato questa ricetta per una campagna sponsorizzata su Instagram nella quale doveva essere esaltato il colore arancione con un prodotto di stagione: le carote, quindi, sono state il mio primo pensiero. Ma quest'insalata di carote non ha niente a che vedere con la trise insalata di carote grattugiate della mia infanzia: è ricca, saporita, sfiziosa nel gusto e nella forma, si può mangiare infatti arrotolando le carote sulla forchetta come dei veri e propri spaghetti. Un perfetto piatto unico estivo o una ricca insalata da servire in questa estate caldissima, senza dover metter mano ai fornelli. Vi piace l'idea?

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05 giugno 2017

Insalata di patate, uova e speck Alto Adige IGP

cover
[caraffa, bicchiere ciotolina in vetro Luigi Bormioli]

{post in collaborazione con il Consorzio di Tutela Speck Alto Adige}


Qualche tempo fa sono stata contattata da un'agenzia che mi proponeva una collaborazione per promuovere alcuni prodotti d'eccellenza del territorio dell'Alto Adige. Se seguite il mio blog sapete che sono davvero molto selettiva sulle mie collaborazioni, non sono affatto contraria, anzi, tutto sommato i blog sono diventati ormai dei nuovi canali di comunicazione tra l'altro con un bacino di utenza notevolmente targettizzato e fidelizzato e, pertanto, mi sembra piuttosto ovvio che le aziende scelgano di comunicare e far conoscere i propri prodotti anche attraverso questo nuovo canale di comunicazione sociale.  E quindi anche io, nel mio piccolo, vengo spesso contattata da aziende del settore principalmente food, ma anche di tutto quello che ruota intorno al mondo della cucina, che mi offrono collaborazioni a vario titolo per raccontare a chi mi segue i loro prodotti. 
Personalmente il blog non è il mio mestiere, mi guadagno da vivere in altro modo, resta pertanto una passione condivisa e qualcosa di più di un semplice hobby, quindi per fortuna mi posso permettere di essere davvero molto selettiva quando si tratta di accettare una collaborazione, rifiutando tutte quelle che riguardano prodotti che io per prima non acquisterei e che quindi non mi sentirei di consigliare a chi mi segue. Coerenza, forse, ma anche ottimizazione del tempo verso la qualità: chiaramente le aziende che ti offrono una collaborazione si aspettano di trovare spazio nelle tue pagine e io non voglio che qui diventi un volantino pubblicitario, il tempo da dedicare al blog è sempre ritagliato tra altri impegni di lavoro e non voglio che sia per forza "condizionato" dalla presenza di uno sponsor ad ogni ricetta. 

primo piano
Aggiungi didascalia



Tuuuuuutto ciò premesso per spiegarvi in poche parole non come funzionano e quanto guadagnano i blogger (fortunatamente c'è chi grazie alle proprie capacità e competenze è riuscito a trasformare il blogging in una professione vera e propria e in molti casi anche in modo decisamente molto coerente) semplicemente vi spiego il mio modo di accettare collaborazioni, motivo per cui ogni tanto trovate menzionato qualche prodotto in particolare (e molto spesso accade anche che qualche prodotto sia citato senza che ci sia una sponsorizzazione alle spalle, semplicemente perché ho provato il prodotto e mi è piaciuto, perciò mi sento di consigliarlo come farei semplicemente con un'amica!).
Potete immaginare duque la mia contentezza quando mi è stato proposto di collaborare con il Consorzio Tutela Speck Alto Adige, dato che lo speck è uno dei miei salumi preferiti. A casa nostra, nel frigorifero, non manca mai quell'etto di speck di emergenza! Felicissima quindi di poter pensare qualche ricettina da proporvi che veda l'impiego di un buonissimo pezzo di Speck Alto Adige IGP che il consorzio mi ha gentilmente recapitato qualche giorno fa. Mi piace vincere facile, lo so! 
Tra l'altro io non sono mai stata in Alto Adige, ma ho ricevuto insieme allo speck anche un bellissimo libro che ne racconta l'antica tradizione e il metodo di preparazione che conferisce allo speck l'inconfondibile aroma e la delicata affumicatura. Io lo amo, e lo ho amato ancora di più in questa insalata di patate che è un vero jolly, da servire come piatto unico o come ricco contorno e perfetta per una cena in piedi  al buffet, o perfino per un brunch della domenica. Insomma, scegliete voi. Scegliete però di acquistare uno speck che porti il tradizionale marchio verde Speck Alto Adige IGP, che viene conferito unicamente ai produttori che rispettano il severo disciplinare del Consorzio che tutela la qualità e la preparazione dello speck secondo gli standard dell'antica tradizione del Sud Tirolo. 
La ricetta la trovate direttamente in foto. 
Buon inizio di settimana a tutti!

ricetta

17 maggio 2017

Asparagi con salsa "gribiche" [mai più senza]

asparagi sauce gribiche
posate KnIndustrie - macina sale e pepe Le Creuset

Avete mai sentito parlare della "sauce gribiche"? Io no, almeno fino a pochi giorni fa. Quando questo video pubblicato sulla pagina Facebook del magazine Bon Appétit non ha inesorabilmente catturato la mia attenzione. 
D'altronde, come non poteva quel mix di cetriolini sott'aceto, capperi, senape e uova sode esercitare su di me un potere ipnotico? Tornando a casa avevo solo una cosa in mente: LA. DEVO. FARE.
In fondo non avevo scuse, tutti gli ingredienti (o quasi) sono tra quelli sempre presenti tra dispensa e frigorifero. Poteva non piacermi una "salsa" come questa? Ovviamente no.
E chi poteva inventare una cosa così deliziosamente goduriosa se non i francesi? (e te pareva..). Un nome tanto chic per una salsa invece molto rustica e decisa.. Insomma, spero di aver incuriosito anche voi, se amate questi sapori io vi consiglio assolutamente di provarla. Vi svolta la cena in 10 minuti. Perfetta sugli asparagi, come ho fatto io (che ve lo dico a fare, uova e asparagi..) ma anche come accompagnamento ad altre verdure cotte semplicemente al vapore oppure con carni bollite e pesce arrosto o al vapore (la vedrei benissimo con il salmone, per dire!). 
Anche buona da mangiare così semplicemente a cucchiaiate direttamente dalla ciotola (come ho fatto io).. In rete ne trovate diverse versioni, anche frullata fine fine come una maionese, io però ho adorato questa versione molto rustica e a pezzettoni proposta da Bon Appétit, molto più nelle mie corde, che trovo perfetta perché vi fa ritrovare tutti gli ingredienti che si armonizzano perfettamente. La ricetta originale prevede l'aggiunta di prezzemolo e dragoncello freschi tritati, ma io ho preferito aggiungere dell'erba cipollina che in questo periodo è particolarmente rigogliosa sul mio terrazzo. Provatela, la amerete follemente..


[si ringraziano KnIndustrie e le Creuset per gli oggetti usati in queste foto]

sauce gribiche
posate KnIndustrie - macina sale e pepe Le Creuset

asparagi

08 maggio 2017

Vellutata di asparagi, porri e piselli con bacon croccante

vellutata premiaty asparagi e piselli
Se per caso avete vicino casa un supermercato della catena Sigma, da qualche mese potete acquistare la nuova rivista Prémiaty, una vera e propria mini rivista di cucina completamente rinnovata anche nella veste grafica, venduta in tutti i punti vendita con tantissime ricette e molti consigli per gli acquisti. 
Così, tra le altre cose, potrete trovare tutti i mesi due miei servizi di ricette, uno dedicato alle ricette di stagione (con gli ingredienti del momento), l'altro dedicato alle ricette Free, ovvero ricette benessere che ogni mese vedono "l'assenza" di un ingrediente, non solo dei più frequenti allergeni, ma anche assenza di ingredienti più comuni di cui si offrono alternative o sostituzioni, un po' per chi segue un regime alimentare diverso, un po' per alleggerire piatti più tradizionali.
Nel numero scorso, quello di aprile, il servizio di stagione era interamente dedicato agli asparagi, ingrediente che io personalmente amo moltissimo (capirete che sacrificio per me studiare e testare le ricette di questo menu!), in particolare ho decisamente apprezzato questa buonissima zuppa di stagione, che potete tranquillamente continuare a preparare anche ora visto che gli asparagi e i piselli abbondano sui nostri mercati, finalmente a prezzi abbastanza ragionevoli! 
Vi lascio qui la ricetta e soprattutto, per chi potrà e vorrà, vi aspetto anche su Prémiaty Sigma!


28 aprile 2017

Compiti per il weekend: muffin morbidissimi ai mirtilli, yogurt e limone

muffin
Buongiorno!! 
Anche se oggi qui a Roma sembra pieno autunno, siamo alle porte del ponte del 1 maggio. Perciò visto che lunedì è festa, anticipo a oggi la ricetta per la colazione, ma a dire il vero va benissimo anche per la famosa "gita fuori porta" per chi ama il genere e si dedicherà alle escursioni nel verde con tanto di cestino e coperta per il pic nic.. 
Ho iniziato ad apprezzare i muffin durante i miei viaggi a Londra, piuttosto frequenti per motivi di lavoro per  un decennio a metà degli anni novanta. Proprio a due passi da Covent Garden c'era questo piccolo negozio che si chiamava The Canadian Muffin Company ed era una tappa fissa durante le mie trasferte, specialmente in inverno non mi facevo mai mancare una tazzona di caffèllatte bollente con uno dei loro meravigliosi muffin giganti, ne preparavano di tantissimi dipi diversi, sia dolci che salati, una vera delizia! 
Questi muffin sono decisamente più piccoli di quelli che preparavano loro, ma me li ricordano molto e sono perfetti sotto molti aspetti: si preparano in pochissimo tempo (mezz'ora in tutto, compresa la cottura), sono leggerissimi, profumati e morbidissimi e si conservano tali per diversi giorni (se riuscite a farli durare..). Talmente facili da preparare che spesso li inforno direttamente la mattina, quando mi capita di svegliarmi presto anche di fine settimana, così sono ancora tiepidi per l'ora di colazione.
Per questa ricetta mi sono ispirata a questa della mia amica Rossella, alias Vanigliacooking, che ho variato leggermente per renderli più leggeri e adatti ad essere consumati anche tutti i giorni..
Non avete scuse per non preparare una dozzina di questi meravigliosi dolcetti mono porzione, volendo potete surgelarne la metà e tirarli fuori la sera prima di andare a dormire. La mattina dopo saranno morbidi e fragranti come appena fatti. Buon weekend,  buon ponte e buona festa dei lavoratori!

muffin cestino
GHIGHIRHEGER


18 aprile 2017

La colazione dei campioni: pancake alla banana e mirtilli

blueberry banana pancakes
In questo martedì travestito da lunedì mi sembra che una ricetta per la colazione ci stia proprio bene, no? E mi sono accorta che qui sul blog non avevo MAI pubblicato una ricetta di pancake.. Possibile?? Non che non mi piacciano, anzi.. li adoro! Ma confesso di non cucinarli molto spesso a casa. Trovo un po' complicato prepararne tanti contemporaneamente in modo che si riesca a far colazione tutti insieme, finisce sempre che chi li prepara (in genere la sottoscritta) stia ai fornelli mentre gli altri si spazzolano i pancake via via che sono pronti, finendo per mangiarli poi da sola nell'ultima sfornata (a meno che uno non li scaldi un po' nel microonde, cosa che personalmente non amo perché trovo che diventino troppo spugnosi). 
Quindi viva i pancake "in solitaria" o al più per 2 persone. Oppure viva i pancake al bistrot o ovunque li facciano come si deve (in America esiste addirittura una catena di ristoranti che fa solo pancake, si chiama IHOP - International House of Pancakes.. un sogno!).
Mi piaccino moltissimo i pancake preparati in modo classico, al più con un po' di farina integrale nell'impasto, e mi piacciono particolarmente ricchi, con un pezzetto di burro tra un pancake e l'altro, l'ultimo pezzetto di burro in cima alla montagna e una colata più che generosa di buon sciroppo d'acero.. una vera delizia da concedersi una volta ogni tanto come colazione speciale (magari poi a pranzo uno smoothie o un'insalatina, eh..).
Questa volta ho seguito una ricetta diversa che prevede l'uso della banana e dei mirtilli all'interno della pastella dei pancake. Ovviamente dovete essere dei fan delle banane perché il sapore si sente parecchio, ma sono molto buoni e soffici. Da completare con banana e mirtilli freschi e l'immancabile colata di sciroppo d'acero. Buona settimana e buona colazione!

PANCAKE DI BANANA E MIRTILLO
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::Ingredienti:: 

100 g di farina 00 
50 g di farina integrale
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 banana matura schiacciata
1 tazza di latte (circa 220 ml)
2 cucchiai di burro fuso
2 cucchiai di mirtilli freschi
burro per la padella

per decorare: banana a fettine, mirtilli freschi e sciroppo d'acero

::Procedimento::

Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola.
A parte, schiacciate la banana e mescolatela al latte e al burro fuso.
Mescolate i due composti fino ad ottenere una pastella non troppo liquida e senza grumi. Aggiungete i mirtilli, mescolate e coprite con un foglio di pellicola. Fate riposare per circa 15 minuti.
Ungete leggermente con pochissimo burro una padella antiaderente. Versatevi un mestolino di pastella alla volta (o di più a seconda del diametro della padella, dovrete ottenere delle frittelle spesse poco più di mezzo centimetro).
Fate cuocere da un lato a fiamma dolce finché sulla superficie non inizieranno a formarsi tante piccole bollicine. Girate la frittella dall'altro lato con l'aiuto di una spatolina con un movimento veloce (oppure se siete bravi fatela saltare sottosopra). Fate cuocere per qualche secondo anche dall'altro lato.
Via via che sono pronte le frittelle, mettetele una sull'altra in un piatto, alternando qualche fettina di banana e dei mirtilli freschi. Irrorate con abbondante sciroppo d'acero e servite.

per 2, abbondante! 

10 aprile 2017

Rape a sorpresa

rape al parmigiano
Le rape. Queste sconosciute (o quasi).
Quanti di voi le cucinano abitualmente? Ammettiamolo.. queste verdure non sono certamente tra le più gettonate, eppure con un bel mazzo di rape fresche come quelle che ho trovato qualche giorno fa al mercato si possono realizzare moltissimi piatti confortanti, nutrienti e anche appetitosi. In più niente viene sprecato, il che me le rende anche più simpatiche, le foglie ad esempio sono buonissime anche semplicemente sbollentate e saltate in padella con uno spicchio d'aglio, peperoncino, olio buono e un'alicetta sott'olio, per dire.. Certo, bisogna aggiungere qualche sapore perché la rapa di per se non è particolarmente ricca di gusto. Ma sono tenere, leggere, dolci.. insomma, a noi le rape piacciono molto e le cuciniamo spesso in vari modi. Una delle ultime versioni ha riscosso, inaspettatamente, un grandissimo successo anche tra i più giovani commensali della famiglia. Non è nemmeno una ricetta vera e propria, a dirla tutta, tanto è semplice e veloce da preparare. Vi consiglio solo di abbondare con le quantità perché queste rape arrosto al parmigiano andranno letteralmente a ruba e vi pentirete di non averne cucinate di più (come è successo a me!).

rape arrosto al parmigiano
tegame basso in ghisa smaltata Le Creuset



Vi basterà pelare con un pela patate delle belle rape bianche freschissime e sode, almeno 6 o 8.

Tagliatele a spicchi dividendole prima a metà e poi ciascuna metà in 4 spicchi. Mettete le rape in una ciotola e conditele con olio evo, sale, pepe e una generosa spolverata di noce moscata grattugiata al momento. Trasferitele in una teglia da forno e spolveratele con abbondante parmigiano reggiano grattugiato (con una grattugia tradizionale, non di quelle moderne tipo microplane che fanno dei riccioli troppo soffici e delicati).
Passate le rape in forno per circa 20 minuti a 200 ° C finché non saranno ben gratinate in superficie e leggermente abbrustolite sotto. 
Sfornate e lasciate intiepidire prima di servirle. Buon appetito!


06 aprile 2017

La carbonara secondo Roscioli per il #carbonaraday

carbonara
Sapevate che oggi è la giornata internazionale della pasta alla carbonara? Nemmeno io fino a qualche giorno fa.. Uno dei piatti simbolo della cucina romanesca famoso in tutto il mondo, di cui si perdono le vere origini (c'è chi sostiene addirittura che sia in realtà un'invenzione degli americani nel tentativo di riprodurre le loro eggs and bacon in un piatto di pasta) ma tant'è: in tutto il mondo oggi si celebra questo meraviglioso primo piatto, tanto buono e semplice quanto insidioso.. la pasta alla carbonara infatti, ricetta povera con pochissimi ingredienti, è uno dei primi più difficili da cucinare. Il passo da una carbonara cremosa, avvolgente, setosa a una pasta con le uova strapazzate è veramente molto breve.. motivo per cui io la carbonara spesso e volentieri preferisco mangiarla nei ristoranti dove la sanno fare "daddio" piuttosto che prepararla a casa. 
Questo piatto, apparentemente facile, come tutte le ricette all'apparenza più umili, richiede invece una certa maestria oltre al perfetto bilanciamento degli ingredienti. Chi di voi non si è imbattuto in rete in ricette che ben poco avevano a che fare con una vera "carbonara", con aggiunta di panna, aglio, cipolla, burro e chi più ne ha più ne metta. 
La "carbonara" secondo tradizione è una cosa seria e prevede l'uso di 3 soli ingredienti, oltre alla pasta ovviamente: uova, pecorino e guanciale. Una delle migliori carbonare di Roma, secondo il mio modestissimo parere, è quella che si mangia alla salumeria Roscioli di via dei Giubbonari. E siccome l'anno scoro è uscito un bellissimo libro che racconta la storia di questa famiglia, dal mitico forno alla imperdibile salumeria, un bellissimo lavoro piacevolmente scritto dalla brava Elisa Menduni con le immagini catturate dall'occhio del fotografo Maurizio Camagna. Ovviamente il libro contiene anche alcune delle loro ricette più famose, quelle per cui se volete mangiare alla salumeria Roscioli in un qualsiasi giorno della settimana è bene che prenotiate con largo anticipo. 
E siccome, come dicevo più su, la loro carbonara è a parere mio una delle migliori mai mangiate non potevo certamente esimermi dal provare a prepararla in casa.


03 aprile 2017

Schiscetta 2.0: zuppa Thai con pollo, noodles e spinaci in barattolo

soup
barattolo della collezione Lock Eat Food Jar di Luigi Bormioli 

Chi di voi si prepara il pranzo e se lo porta al lavoro? Io lo faccio molto spesso, anche se in ufficio abbiamo una mensa di tutto rispetto, ma nella maggior parte dei casi sfrutto la pausa pranzo per andare a fare un po' di attività fisica in palestra e quindi, per ottimizzare i tempi, mi porto il pranzo da casa. Qualche volta rimedio con quello che è rimasto dalla cena della sera prima, molto spesso si tratta perciò di una delle mie adorate zuppe :)
Come questa qui: una zuppa deliziosamente speziata, facilissima da preparare, buona, sana e nutriente da mangiare. Il tutto facilmente assemblabile e trasportabile in barattolo. Vi basterà aggiungere acqua bollente (o meglio, se potete, brodo di pollo) e attendere qualche minuto prima di armarvi di cucchiaio e forchetta per gustarvi il vostro pranzo da scrivania in versione spicy 2.0!

ingredienti


Preparatevi in anticipo tutti gli ingredienti: lessate il pollo e tagliatelo a fettine, lavate e asciugate bene gli spinaci, fate cuocere e raffreddare i noodles. Sistemateli a strati nei barattoli, così saranno già pronti in frigorifero da portar via, e unite la crema di cocco e la pasta di curry. 
Una volta in ufficio, al momento della pausa pranzo, non vi resta che aggiungere acqua o il brodo bollenti nel barattolo (oppure potete aggiungerli freddi e scaldare tutto insieme nel microonde). Chiudete ermeticamente e aspettate qualche minuto, in modo che il brodo sciolga per bene sia la crema di cocco che il curry e sia un po' meno bollente. Poi aprite il barattolo, lasciatevi inebriare dal profumo per qualche istante, mescolate bene e buon pranzo!


making soup
barattolo della collezione Lock Eat Food Jar di Luigi Bormioli

Per questa ricetta ho voluto provare i nuovi barattoli di Luigi Bormioli della linea Lock Eat: bellissimi contenitori in vetro con il tappo a leva in metallo e guarnizione completamente separabili, facilisismi perciò sia da lavare anche in lavastoglie e soprattutto perfetti per essere scaldati anche al micro-onde, cosa che con i normali barattoli con tappo a leva tradizionali non è possibilie (le parti in metallo infatti non possono essere inserite nei forni a micro-onde). Esistono in moltissimi formati e hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ottimi come contenitori per conservare gli ingredienti, perfetti per trasportare il cibo o riporre gli avanzi in frigorifero o nel freezer, oppure da usare come elegantissima schiscetta per il vostro pranzo da ufficio.



27 marzo 2017

Tornare bambini a tavola: asparagi e uova al burro e parmigiano

ASPARAGI AL CARTOCCIO CON UOVA
Quanti di voi hanno un piatto che istantaneamente li riporta all'infanzia, quando star seduti a tavola significava avere le gambe a penzoloni sulla sedia, a quei momenti felici e indelebili di quando eravamo bambini spensierati, alle persone e ai luoghi che non ci sono più, quando essere adulti ci sembrava un tempo infinitamente lontano..
A me ad esempio succede abbastanza spesso, mi piace sperimentare ma anche far rivivere i piatti della mia personale tradizione familiare a casa mia. Molto spesso sono piatti che vengono accompagnati da un aneddoto di famiglia, che ormai immimarito e i miei figli "acquisiti" non ne possono più di sentir raccontare. E questo, sotto sotto, mi riempire di immensa gioia e soddisfazione, che pur non avendone avuti di miei (di figli) qualcosa della mia storia personale in qualche  modo è entrata a far parte della loro vita e forse un giorno, chi lo sa, loro stessi racconteranno ai loro figli qualche storia della mia famiglia che in questo modo non andrà perduta.. 
Oppure magari le raccoglierò tutte in un libro, chi lo sa.. Un sogno che ho da molto tempo infatti è proprio quello di raccogliere tutte queste ricette e tutte le nostre storie di famiglia in un libro, chissà.. 

Ci sono moltissimi piatti che mi riportano indietro nel tempo, la salsa di pomodoro di mia nonna Paola, il pesto, la scarcella, la pasta con il sugo di spezzatino della mia mamma, la crème caramel del mio papà.. ma davvero la lista è veramente molto lunga e piano piano le condividerò anche qui sul blog. Va anche detto che sia io che mio fratello da bambini eravamo veramente molto poco difficili a tavola: mia mamma ci ha sempre abituato a mangiare qualsiasi cosa e infatti, tutt'ora, mangio davvero di tutto.. Anche le verdure, hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione fin da piccolissimi, non mancavano mai almeno due se non più verdure diverse ad ogni pasto, che mia mamma spesso cercava di rendere più golose per la bocca di noi piccoli: indimenticabili i suoi spinaci al burro e parmigiano (l'unico modo in cui mi piacciono ancora anche oggi!), il suo cavolfiore gratinato alla besciamella, i suoi finocchi al latte e parmigiano, e gli asparagi di cui io andavo veramente ghiotta, che lei ci serviva come letto delle uova al burro, con una generosa spolverata di parmigiano ad insaporire il tutto. Così qualche giorno fa me li sono voluti preparare proprio così, con l'unica differenza che invece di lessarli come da tradizione li ho cotti in forno "en papillotte", ovvero al cartoccio, ben chiusi nella carta forno, così mantengono intatte non solo il sapore e la croccantezza ma anche la maggior parte delle proprietà nutrizionali che in questo modo non vengono disperse nell'acqua. 
Basterà lavarli, pelare i gambi con un pela patate, condirli a vostro gusto, con un filo d'olio, sale, pepe e qualche erba aromatica. Avvolgeteli ben stretti nella carta da forno e legate i pacchettino con un cordino. Fateli cuocere in forno a 180° C per circa 20 minuti. 
Il sapore degli asparagi con le uova ancora oggi mi riporta all'infanzia, quando pucciavvo le punte degli asparagi nel tuorlo d'uovo e ripulivo il piatto con il pane fino all'ultima goccia che quasi non c'era nemmeno più bisogno di lavarlo.
E voi? quali sono i piatti che vi riportano all'infanzia? Qual'è la vostra "ratatouille" di Monsier Ego? Mi piacerebbe conoscerli! Se vi va, raccontateli nei commenti. E buona settimana!

20 marzo 2017

La pappa al pomodoro

pappa al pomodoro cover
cocotte in ghisa smaltata Evolution bianco cotton di "Le Creuset"  
bottiglia con tappo a molla "Lockeat" di Luigi Bormioli 
[post sponsorizzato]

E così qualche giorno fa Le Creuset mi ha chiesto se volevo scrivere una ricetta per la loro newsletter in occasione della festa del papà.
Così ho iniziato a pensare a cosa proporre.. di mettermi a friggere i classici bignè di San Giuseppe francamente non ci pensavo proprio, e quindi l'assonanza pa-pà e pappa mi ha fatto pensare a questa ricetta: un classico della cucina povera toscana, una ricetta di quelle "da dispensa", ottima per riciclare gli avanzi di pane con ingredienti che chiunque ha in casa in qualsiasi momento. 
La pappa col pomodoro, una specie di zuppa densa a base di pane e pomodoro e poco altro, nutriente, semplice, genuina. Il genere di ricette che piacciono tanto, ad esempio, al mio di papà, di quelle che ti permettono di consumare anche gli avanzi e non buttare via niente..

pappa al pomodoro

Naturalmente, che ve lo dico a fare, questa ricetta è addirittura migliore se preparata d'estate, quando gli orti abbondano di pomodori rossi e succosi, dolcemente maturati dal sole. Ma vi posso garantire che anche con una buona passata di pomodori, preferibilmente di quelle un po' rustiche a pezzettoni (meglio ancora se ve la siete preparata in casa l'estate precedente, messa sotto vuoto in bottiglia per la scorta invernale :) ad ogni modo, il risultato sarà altrettanto saporito e di grande conforto. Un piatto povero, come dicevamo, semplicissimo, ma assolutamente delizioso. 
La pappa col pomodoro è ottima se servita appena tiepida o anche fredda, a temperatura ambiente, è perfetta e ottima così, nella sua semplicità, ma può essere resa un po' più golosa personalizzandola magari con un topping a proprio gusto: una manciata di olive, del bacon croccante, qualche foglia di rucola fresca, mandorle tostate.. oppure giusto qualche sfilaccio di stracciatella freschissima, come ho fatto io, cha sulla pappa appena tiepida si scioglierà leggermente. Un giro d'olio, una spolverata di pepe, una foglia di basilico fresco e il gioco è fatto... Ecco pronto un piatto unico sostanzioso, saporito e nutriente.

Ecco qui perciò la mia ricetta della classica "pappa col pomodoro" e con l'occasione vi ricordo la promozione di Le Creuset "Colours of spice" che vi offre uno sconto del 20% acquistando 3 prodotti a scelta della collezione Le Creuset nei colori delle spezie. Per maggiori informazioni cliccate qui.

pappa al pomodoro con stracciatella


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27 febbraio 2017

L'eleganza del radicchio

RADICCHIO TARDIVO
Tutti gli inverni aspetto l'arrivo sui banchi del mercato del radicchio tardivo di Treviso. Il più elegante dei radicchi, con le sue foglie affusolate e leggermente arricciate, sinuose come le dita di una bella donna dalla manicure perfetta.. Non pensate anche voi che sia una delle verdure più chic?
Questa pregiata varietà di radicchio subisce un processo di lavorazione lungo e particolare che ne attenua il gusto amarognolo, tipico invece delle altre qualità di radicchio, e per questo motivo lo trovo perfetto da mangiare sia crudo in insalata che appena scottato. 
Per questa ricetta ho voluto usarlo in uno degli abbinamenti più classici, con il gorgonzola, in un risotto. Niente di nuovo sotto il sole, ma, a differenza di molte delle ricette di risotto radicchio e gorgonzola, ho voluto trattare questa preziosa verdura in modo gentile, facendola saltare per pochissimi minuti in padella, a parte, lasciandolo ancora leggermente croccante e saporito, per poi farlo accomodare delicatamente sul più goloso e cremoso dei risotti. 
A voi il piatto e la ricetta.

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20 febbraio 2017

"Non vedo l'ora che sia domani" [granola banana bread]

granola banana bread
Quante volte sarà capitato anche a voi di pensare questa frase "non vedo l'ora che sia domani". 
Magari alla vigilia di una partenza per un bella e meritata vacanza, oppure alla fine di una disastrosa giornata. 
O ancora pensando ad un incontro speciale, magari con una persona cara che non vedete da tanto tempo, o anche per farvi coraggio verso una motivazione per fare un passo in più e andare avanti, verso quello che vi renderà felici, lasciandovi alle spalle quello che vi ha fatto stare male. 
Oppure, molto, molto più banalmente, perché avete appena fatto colazione con una torta buonissima e non vedete l'ora che arrivi la colazione di domani per mangiarne un'altra fetta..
A voi la scelta, a voi trovare il vostro motivo per non vedere l'ora che arrivi domani. 
Da parte mia, nel frattempo, lascio qui la ricetta per il miglior banana bread fatto fino ad oggi (lo so... lo sooooo....!! lo dico ogni volta.. ma questo DAVVERO sarà difficile da superare!).
Magari sarà il vostro prossimo motivo per contare le ore che vi separano al vostro domani.
Buon lunedì e buona settimana!

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14 febbraio 2017

Semplice come un uovo

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E così oggi, 14 febbraio, mentre sulla blogosfera impazzano dolci al cioccolato e tortine a forma di cuore io me ne esco così. Scusate, ma è più forte di me.. io per certe "smancerie" non sono proprio portata, il 14 febbraio per quanto mi riguarda è solo l'occasione per ricordarmi di fare gli auguri a mia cugina per il suo onomastico e nulla di più.. aborro le cenette a lume di candela, una volta ad un fidanzatino della mia giovane età ho letteralmente sfasciato in testa il mazzo di rose rosse con cui si era presentato il giorno di San Valentino (più che altro perché se c'è un fiore che proprio non amo sono le rose rosse...)... che ci volete fare, certe ricorrenze non fanno proprio per me, non giudico chi nasconde sorprese in scatoline a forma di cuore e si presenta con i fiori in questo giorno, ma per me anche no, grazie...

Ma se proprio dobbiamo parlare d'amore, ecco la mia dichiarazione d'amore, gastronomicamente parlando, è per le uova. Non esito un solo istante quando mi chiedono quale sia il mio cibo preferito, senza dubbi: le uova. Le trovo un alimento non solo perfetto e insostituibile dal punto di vista nutrizionale, ma uno degli ingredienti (se così lo vogliamo definire) più versatili che esistano in cucina. Mi piacciono veramente cucinate e abbinate in tutti i modi possibili, oltre ad essere esteticamente di una perfezione inarrivabile.
Quindi oggi, 14 febbraio, San Valentino, canto la mia ode d'amore alle mie amatissime uova!

uova con funghi e groviera
coltello Opinel
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07 febbraio 2017

"Ragù" vegano ai funghi porcini

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cocotte in ghisa smaltata colore bianco cotton di Le Creuset

Come molti di voi ormai sapranno non sono vegana. E nemmeno vegetariana, se è per questo. Semplicemente ritengo che, per quanto riguarda la mia alimentazione, questa debba essere semplice ma variata, compresi quindi prodotti di origine animale come uova (irrinunciabili!), latte e formaggi. Pur non essendo una grandissima mangiatrice di carne, amo invece moltissimo i salumi e a volte avverto che il mio fisico richiami a gran voce il bisogno di quelle proteine e ferro che solo una buona bistecca riesce a soddisfare. 
Non ho nulla contro chi, invece, per motivi etici o per motivi di scelte alimentari diverse dalle mie, preferisce seguire un'alimentazione vegetariana o vegana. Ognuno per fortuna a questo mondo è libero di fare la propria scelta (almeno ancora per quanto riguarda il modo di alimentarsi) ma semplicemente con tutto il rispetto questa non è la mia strada. Anche se mi capita per la maggior parte dei miei pasti di preferire ricette vegetariane probabilmente almeno nell'80% dei casi e, spesso, anche piatti che sarebbero considerati "vegani" passano sulla nostra tavola. Ne sono un esempio un semplicissimo piatto di pasta al pomodoro o di spaghetti aglio olio e peperoncino che in moltissimi casi ci risolvono il pranzo e che sono al 100% vegani. Mi è anche capitato spesso di andare a pranzo o a cena in ristoranti di cucina vegana, mi incuriosiscono molto anzi e mi diverte scoprire nuovi modi di cucinare ingredienti che magari non conosco o che uso poco nella mia alimentazione quotidiana che spesso vengono invece interpretati in modi colorati, saporiti e divertenti. Quindi per quanto mi riguarda, massimo rispetto per tutte le scelte alimentari, non elogio e non ne critico nessuna. Semplicemente per quanto mi riguarda preferisco un'alimentazione il più possibile variegata e onnivora. 
Uno dei miei "piatti forti" di cucina vegana è questo "ragù": saporitissimo, gustosissimo e facile da preparare. Può essere usato come sostituto del classico ragù per condire la pasta o per preparare le lasagne ma è squisito anche, ad esempio, sulla polenta (a dire il vero è buono anche semplicemente mangiato così direttamente dalla pentola!). Io qui l'ho usato per condire un piatto di reginelle e non ho potuto fare a meno di completare il piatto con una leggera spolverata di parmigiano grattugiato, perché per me ragù chiama parmigiano, anche se è un ragù vegano....

02 febbraio 2017

We love rapini! Gnocchi di patate al burro e alici con cime di rapa

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Ecco un'altra delle verdure invernali che a casa nostra amiamo di più. Conosciuta nella maggior parte dei casi come "cime di rapa", anche se qui a Roma la chiamano invece "broccoletti", il che crea spesso inevitabile confusione con il verduraio di turno perché a casa nostra invece con "broccoletti" si intendono quelli che tutti chiamano "broccoli siciliani" (per noi invece il broccolo siciliano è come il cavolfiore, ma verde... insomma una bella confusione geo-alimentare, non trovate? Poi un giorno vi racconterò anche dell'analoga questione "coppa" e "lonza"...).
Comunque, per tagliar corto, ho scelto di adottare il termine di "rapini" da quando l'ho sentito dire alla mia amica italo-canadese Elvira, dalle loro parti (e in pratica in quasi tutti gli stati del Nord America e del continente Australiano) queste verdure vengono chiamate così e io lo trovo un nome deliziosamente divertente perciò, a casa nostra, li abbiamo iniziati a chiamare così anche noi.
Sono una verdura gustosissima, dal sapore leggermente amarognolo, facilissima da pulire e ancor di più da cucinare: ottime semplicemente lessate e condite con poco olio, sale e pepe, ma la vera goduria per me sono ripassate in padella con un po' di aglio, olio, peperoncino e l'immancabile alicetta.. Una vera leccornia. Così, mentre qualche giorno fa stavo preparando gli gnocchi burro e alici, dato che avevo appena acqusitato un bel mazzo di rapini alla coldiretti, ho pensato di aggiungerne un po', e il risultato è stato ovviamente delizioso. 

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Per gli gnocchi di patate, potete scegliere di acquistarli già pronti o utilizzare la vostra ricetta di famiglia, secondo come siete abituati. 
Personalmente quelli che si trovano al supermercato (salvo alcune rarissime eccezioni) non mi piacciono, quindi di solito preferisco farli in casa, sono in realtà molto più facili da fare di quanto non si possa pensare. Tutto quello che vi servirà sono delle buone patate e un minimo di manualità.

In particolare ultimamente utilizzo sempre per gli gnocchi delle patate che non solo sono perfette per questa preparazione ma che, tra l'altro, permettono di aiutare, nel mio piccolissimo, una parte d'italia che nell'ultimo anno è stata letteralmente messa in ginocchio dalle calamità naturali: sto parlando delle patate di Amatrice, a pasta gialla e asciutte, perfette per gli gnocchi (ma non solo). Mi sono state consegnate dalla gentile Laura tramite mia cognata Barbara e acquistate direttamente dall'azienda agricola di Stefano Rapini (manco a farlo apposta...) di Sant'Angelo di Amatrice. 
Per quanto ci è possibile, cerchiamo di aiutare queste terre acquistando i prodotti locali, un modo per sostenere le attivita agro-alimentari di questa parte di Italia che da sempre ci ha regalato alcuni tra i migliori prodotti gastronomici del nostro paese.


30 gennaio 2017

Prima che sia troppo tardi... cardi al gorgonzola e salsiccia di Bra

cardi
Avrei voluto preparare un post bello ricco, con le tante foto scattate nelle Langhe durante il nostro viaggio a novembre scorso, ma insomma le cose sono andate un po' diversamente dal previsto ultimamente e di tempo per selezionare e sistemare tutti gli scatti di quei giorni proprio non ne ho avuto. 
Appena tornati dal nostro viaggio in quella terra stupenda ho riprodotto a casa uno dei tanti buonissimi piatti assaggiati da quelle parti, in particolare all'Enoteca Centro Storico di Serralunga d'Alba, e prima che sia troppo tardi e che di cardi in giro non se ne trovino più oggi la voglio condividere con voi, tanto è facile e deliziosa, in attesa di un post più ricco su questa parte d'Italia che merita la dovuta attenzione.
Nel mio caso ho usato la salsiccia di Bra, tipica di quelle parti, che ci siamo portati a casa insieme ad una vagonata di altri prodotti meravigliosi e ottimi vini acquistati in loco (se ci andate, vi consiglio di andar su in macchina perché è impossibile tornare senza un ricco bottino eno-gastronomico). La salsiccia di Brà è una salsiccia fresca, magra e molto delicata di carne di manzo che generalmente viene servita cruda, ma che è ottima anche cotta. Ovviamente potete sostituirla con una normale salsiccia di maiale come la Luganega. 
Un secondo super goloso da preparare in questi giorni in cui le temperature ancora non sembrano proprio intenzionate a risalire.  


17 gennaio 2017

Verde: collezione autunno-inverno. Il cavolo verza.

grembiule in lino grezzo di Staystore Roma
Quest'inverno per me è stato all'insegna della riscoperta di un ingrediente. Non che prima non mi piacesse, anzi, ma non era tra quelli che cucinavo più spesso e a dirvi la verità non saprei nemmeno spiegarvi il perché. Quest'anno invece la cucino spesso e in tanti modi, prevalentemente saltata in padella con aglio olio e peperoncino, che poi diventa la base per dar vita a moltissimi altri piatti. Come questa pasta qui. Avevo in casa un mezzo pacco di fusilli freschi (questi in particolare modo sono integrali, ma va bene qualsiasi tipo di pasta fresca e anche quella secca) e qualche fettina di speck (che con la verza secondo me è la morte sua) perciò in quattro e quattr'otto mi sono preparata un primo che in realtà è un perfetto piatto unico, con le proteine dello speck, i cereali integrali della pasta e la verdura. Buono, buonissimo, peccato solo che fosse poca.. 


La ricetta non ve la sto nemmeno a scrivere tanto è speedy: per 2 persone, pulite e tagliate a striscione sottili circa mezzo cavolo verza non troppo grande. Mettetelo in una padella con 2 spicchi d'aglio, una presa di peperoncino secco a scaglie e abbondante olio evo. Chiudete con il coperchio e accendete la fiamma a fuoco medio basso. Quando la verza inizierà ad appassire leggermente, aggiungete sale e pepe e proseguite la cottura mescolando ogni tanto sempre con il coperchio, aggiungendo poca acqua se dovesse asciugarsi troppo. Una volta cotta. eliminate l'aglio e fate cuocere la pasta al dente. Scolatela e mettetela direttamente nella padella con la verza, tenendo da parte un mescolino di acqua di cottura. Fate saltare la pasta con la verza a fuoco vivace, aggiungendo poca acqua per terminarne la cottura. A fiamma spenta, aggiungete una spolverata di grana grattugiato, qualche fettina di speck tagliata molto sottilmente e sfilacciata con le mani e una spolverata di pepe nero. 
Il pranzo è pronto. 

11 gennaio 2017

Piccole certezze quotidiane: risotto con finocchi, aneto e panna acida

Senza titolo
tegame basso in ghisa smaltata, macina sale e pepe e spatola Le Creuset


Ogni volta, e accade piuttosto spesso, che mi viene chiesto "quali sono i piatti che preferisci cucinare?" mi trovo sempre un po' in difficoltà. Perché in realtà quello che io amo del cucinare sta proprio nell'attività stessa del cucinare.. Mettere insieme ingredienti per dar vita a un primo, un antipasto, un secondo, un contorno, un dolce o anche solo un panino di fatto e quello che mi piace di tutta la faccenda; immaginare gli accostamenti, pensare a come presentare un piatto, la selezione e la ricerca degli ingredienti, la sperimentazione.. e poi  sbucciare, tritare, rosolare, sfumare, annusare, assaggiare, regolare via via che il piatto prende vita e consistenza sono ciò che più mi dà soddisfazione. 
Cucinare mi rilassa, mi fa sentire bene, mi distrae dai pensieri quando ne ho e mi rende possibile esprimere la mia creatività nel modo più gioioso che conosca. Poi ci sono piatti che preferisco cucinare più di altri in base al mio stato d'animo (niente di meglio dell'infornare una torta quando ho le paturnie, ad esempio).
il mio 2017 non si può dire che sia cominciato nel modo migliore per me, queste prime due settimane possono essere catalogate tra i giorni più difficili della mia vita che spero al più presto di potermi lasciare alle spalle. Ecco, il piatto ideale da cucinare in un momento come questo sarebbe proprio un bel risotto. Un piatto non solo tra i miei preferiti, e qui si vede la milanese che è in me, ma anche uno di quelli che molto modestamente mi riesce proprio bene. Una certezza, proprio quello di cui in questo momento della mia vita avrei più bisogno. 
In più il risotto è molto spesso una ricetta salva cena, si può preparare davvero con qualsiasi ingrediente, anche con niente, un semplice risotto al parmigiano è già un piatto da leccarsi  i baffi. Quello di oggi è stato preparato con un avanzo di frigorifero: finocchi e aneto, e una cucchiaiata di panna acida per renderlo ancora più cremoso. Ce li avete due finocchi che v'avanzano?
Buon anno a tutti voi, la buona notizia per me è che con un inizio come questo il mio 2017 non può che migliorare. 

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