05 settembre 2016

Il lusso della lentezza

gnocchi alla checca blog copia
Tovagliolo in lino e in cotone stampato Staystore Roma,
ciotola Anemone su Dishesonly, ciotola in cemento e bottiglia da Lela


Quest'estate avrei voluto fare un viaggio. Preparare una piccola valigia con dentro lo stretto indispensabile e partire, andare a vedere un mare nuovo, una nuova città, un nuovo cielo, un tramonto mai visto. 
Avrei voluto approfittare del caldo per imbiancare casa. Perché sono passati 7 anni e i segni sui muri iniziano a vedersi, soprattutto quando hai una cucina senza porte come la mia, che sconfina in soggiorno e allora, come dice la ragazza che ci aiuta in casa, "la tua cucina ingrassa" (e in effetti non ha tutti i torti.. :).
Avrei voluto leggere un sacco di libri, e avere un po' di tempo per lavorare a un nuovo design del blog. E magari ogni tanto anche cucinare qualcosa che valesse la pena condividere qui con voi, al rientro. Invece ho preso tutti i miei buoni propositi e li ho infilati un sacchetto e buttati via nella pattumiera insieme all'indifferenziata. Quest'estate ho deciso di farmi un regalo. Ma un regalo vero, di quelli che non si possono comprare online o in un negozio. Un vero lusso, per me che nell'ultimo anno ho lavorato praticamente SEMPRE, sabati e domeniche e serate e ferie comprese. 
Mi sono regalata il piacere della lentezza. Ho chiuso la macchina fotografica nella sua custodia, ho spento il computer e mi sono goduta giornate infinitamente pigre e lente. 


Ho scoperto una nuova spiaggia per il "mare del fine settimana", con sabbia dorata, acqua cristallina e le rocce dietro che odorano di macchia mediterranea, anche se non è proprio vicinissima, ci abbiamo passato giornate intere nei nostri fine settimana "cittadini", compresa la sosta obbligata sulla via del rientro al caseificio per una mozzarella di bufala da mangiare direttamente a morsi con le mani. Ho visitato la mia città da turista, in questi mesi in cui Roma viene "restituita" ai prorpi cittadini in tutto il suo splendore, semivuota, con il traffico azzerato, quei tramonti e quegli scorci che spesso dimentichiamo quanto siano mozzafiato nella routine frenetica della quotidianità. Ho dormito non so più nemmeno io quante ore, sulla spiaggia sotto il sole o sotto l'ombrellone, con quell'arietta che si alza il pomeriggio che ti fa sembrare un paradiso. 
Ho trascorso qualche giorno nella casa in Toscana, dove ho vissuto in pantaloncini, ciabattine e bicicletta per tutto il tempo che sono stata lì. E non ho mai pensato a cucinare, a cosa preparare, semplicemente ho messo insieme quel che c'era (molto spesso pomodori e poco altro) quando ce n'era bisogno e tanta buona frutta. 
In questo elogio della pigrizia ho anche letto l'ultimo libro di Camilleri (non è estate senza il commissario Montalbano sotto l'ombrellone!) e sono tornata a casa, finalmente riposata. La lentezza devo dire che è un piacere contagioso, una volta che ti ci abitui fai fatica poi a riprendere il solito ritmo. Ma per fortuna al mio rientro in ufficio i ritmi sono stati abbastanza tranquilli e anche quello che ormai è diventato a tutti gli effetti il mio secondo lavoro prevedeva solo alcuni piccoli progetti, facilmente gestibili, e quindi anche il "ricomincio" non è stato poi così traumatico.
Anche questo piatto qui, in fondo, è un piatto "pigro", mi avanzavano una porzione di gnocchetti e qualche sfilaccio di stracciatella da uno shooting appena realizzato per un servizio. E i pomodorini che nel mio frigorifero non mancano mai, e le olive taggiasche snocciolate al naturale che erano finite nel mio carrello qualche giorno prima per un'altra ricetta. E il basilico, che quest'estate sul mio terrazzo è cresciuto più rigoglioso che mai, regalandoci pesto per tutta la stagione ma anche per i mesi a venire. E così è finito tutto in una ciotola, in una specie di "pasta alla checca" versione gnocchi.
Per chi non vive a Roma la pasta alla Checca è tipica di queste parti: in pratica consiste in una pasta servita calda ma condita a freddo, con pomodori freschi, mozzarella a dadini, basilico e olive. 
Lo stesso principio si applica a questi gnocchetti, da condire ancora caldi con un'insalatina di pomodorini maturi conditi con olio sale e pepe, tanto basilico, qualche sfilaccio di stracciatella e una manciata di olive taggiasche snocciolate (preferibilmente non sott'olio). Mescolate rapidamente, giusto il tempo di insaporire gli gnocchi e far sciogliere appena la stracciatella, e finite con una spolveratina di pepe. 
E voi, come avete trascorso le vostre vacanze?

2 commenti:

  1. Ben tornata Barbara! La lentezza è davvero un gran lusso di questi tempi ma anche se a casa, cin due bimbi piccoli mi sembra di correre sempre per arrivare a far tutto e potersi concedere qualche ora fuori, al mare, o semplicemente poter scrivere un post. Forse devo solo imparare, chissà!? Buon rientro, ti aspetto con nuove ricette.

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  2. Ciao Barbara. Un po' ti invidio (bonariamente) la tua estate lenta. Hai fatto benissimo a rallentare. Ogni tanto il corpo ce lo chiede. La mia non è stata proprio lentissima. ma va bene lo stesso, dai. bella questa ricetta di fine estate. Mi piace!
    Chiara

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