18 maggio 2016

Una nuova rubrica su Pane&Burro: un vino al mese

Carissimi amici, è con particolare orgoglio che voglio presentarvi una nuova, preziosa, collaborazione del mio blog i cui contenuti da oggi in poi saranno arricchiti dagli articoli scritti per voi da una fantastica e grandissima sommelier. Da oggi, infatti, diamo il via alla rubrica mensile "Un vino al mese" e siccome la sottoscritta, pur apprezzandolo veramente molto (!) di vino non ci capisce un gran che, ho scelto di affidarla a quella che considero principalmente una cara amica ma soprattutto una preparatissima sommelier che imparerete a conoscere molto presto grazie al suo stile davvero unico e inconfondibile di raccontare il vino, raffinato ed elegante come lei. Seguite Cinzia anche sulla sua pagina Facebook "NON SOLO VINO" e sui suoi profili Twitter e Instagram e non perdetevi i suoi articoli pubblicati sulla rivista Bibenda della Federazione Italiana Sommelier. Lascio quindi la parola a lei, alla quale spero darete un caloroso benvenuto, e brindiamo a questa nuova rubrica con un meraviglioso Champagne Rosé Louis Roederer 2007! 



Cinzia

"Mi chiamo Cinzia e vivo a Roma. Amo il vino e tutto ciò che lo circonda da sempre, tanto da aver fatto il primo corso per sommelier già nel 2000 e aver conseguito la certificazione Master sommelier nel 2004.
Giornalista pubblicista dal 2011, oggi collaboro con la Fis (Fondazione Italiana Sommelier) come wine writer presso la loro redazione Bibenda, dove faccio parte anche del panel di degustatori per la realizzazione ogni anno della Guida vini Bibenda. Dall’inizio di quest’anno curo l’ufficio stampa di un’azienda di Barolo a Serralunga d’Alba.
I miei racconti di-vini? Mi piace raccontare il vino a modo mio, sì, cercando sempre di farmi capire da chi legge, affinchè tutti possano raggiungere, attraverso le mie parole, i luoghi da me narrati e comprendere così i sorsi da me descritti."



IL VINO DEL MESE: CHAMPAGNE ROSÉ LOUIS ROEDERER 2007
testo e foto di Cinzia Bonfà


Rosè 2007

L’universo di internet e i suoi anfratti digitali sfavillano di notizie riguardanti la famosa Maison Roederer, tanto che esiste anche l’app “Champagne Louis Roederer” per iPad e iPhone e sicuramente in queste righe non si sente il bisogno di rincalzarne la storia perché è già stato detto e scritto tutto su Louis Roederer, piuttosto ci si può dilungare sulla passione delirante di una degustatrice come me che, pur essendo spontanea, potrebbe cadere nel ridicolo. Il ridicolo uccide la spontaneità e prima o poi non ci sarà più niente di nuovo da dire. Ma bando alle ciance prendiamo ad esempio quella meraviglia che è il Rosé Vintage 2007 permeato da grande charme. È prodotto con circa il 65% di Pinot Noir e il 35% di Chardonnay e una proporzione del 20% di vini vinificati in botti di legno. La cuvée viene fatta maturare sui lieviti per 4 anni in media. Tutto il Pinot Noir è vinificato in rosa ottenuto da macerazione corta chiamato metodo Saignée o salasso (sottrazione della parte colorata da una vinificazione in rosso senza raspi). Questo metodo “ancestrale” dona allo Champagne un maggiore carico di colore risultando a volte più affascinante. Il Pinot Noir apporta la forza al gusto, la struttura e la consistenza al palato. Lo Chardonnay è il merletto dello Champagne, apporta invece finezza. Qui, infatti, ritroviamo una spasmodica ricerca di equilibrio tra sapidità e morbidezza e tra delicatezza e forza di durare nel tempo.

La flûte risplende della luce del sole al tramonto quando l’ora sincera è un po’ crudele, lasciando ricordi ancora lucidi e colorati. I pavé di bollicine brillano e rosseggiano così immersi in quel tramonto. Al naso aleggia una danza di sensazioni di Créme de cassis, piccoli frutti rossi e terra bagnata su pane integrale tostato. Al palato ci sono leggiadria e potenza; una carezza e uno schiaffo, stretti, uniti per sempre in un finale sterminato. Il secondo sorso non avviene subito, si è immersi ancora nel momento appena trascorso; si sta ancora assaporando l’istante incerto del tempo fluido di questo tramonto cercando di dargli una collocazione di assolutezza. Ecco l’evanescenza che avanza, la concretezza che diventa illusione e si tinge di mille sfumature di rosa se si vuole abbinarlo a del Jamòn ibérico de Bellota. Per una versione più easy e chic, invece, è perfetto assieme al “tortino dipanzanella con stracciatella di bufala” di Barbara.

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