29 settembre 2015

Wok di melanzane Thai al sesamo con salsa al tahini

thai melanzane
Stavo giusto facendo caso che qui sul blog ci sono moltissime ricette a base di verdure, ma forse quelle che compaiono più frequentemente sono le zucchine e le melanzane. In effetti mi piacciono entrambe moltissimo e poi, come tutte le verdure, ma forse anche di più, sono estremamente versatili e si possono cucinare in mille modi diversi, non trovate? In particolare poi, per quanto riguarda le melanzane, quello che mi piace da impazzire è che ne esistono davvero tantissime varietà e non si finisce mai di scoprirne una nuova. Quest'estate ad esempio ho scoperto le melanzane perlina, buonissime, piccantine, facili e velocissime da preparare (si affettano e via..). Ma quelle di oggi però sono delle melanzane veramente un po' speciali, che qui da noi francamente non avevo mai trovato.. le avevo adocchiate su qualche numero di Donna Hay Magazine (dove ho scoperto che esistono anche delle melanzane piccole come dei grani di pepe...) ed ero veramente moooolto curiosa di queste melanzane Thai che però, qui a Roma, neanche al mercato etnico di Piazza Vittorio avevo mai trovate.. Nella fattispecie queste piccole melanzane (per rendervi conto della dimensione, non sono più grandi di una susina) facevano parte di uno degli ultimi "bottini" che mi sono stati portati a casa come souvenir da immimarito da uno dei suoi ultimi viaggi.. Sono stata lì a rimirare queste bellissime piccole melanzane, perfettamente sferiche, dalla buccia liscia e variegata, leggermente striata dal bianco al verde, in contemplazione e indecisa su come cucinarle.

wok di melanzane thai

Nella maggior parte dei casi le ho viste finire in elaborati curry vegetariani ma siccome faceva veramente troppo caldo (stiamo parlando dei primi di agosto e sono sicura che tutti voi ricordate bene che temperature esasperanti abbiamo avuto quest'anno!)  ho preferito optare per una cottura più veloce. Le ho lavate, spuntate, divise in 4 spicchi e saltate velocemente in una padella wok con olio di sesamo, aglio, peperoncino, sale pepe e semi di sesamo tostati. Le ho fatte cuocere a fiamma vivace finché non sono diventate morbide e belle abbrustolite (essendo piccole non ci vuole molto) e a finire il piatto una bella spolverata di coriandolo fresco tritato. Ci ho abbinato una salsina a base di tahini e limone, preparata mescolando circa 50 g di tahini con 2 cucchiai di succo di limone, un cucchiaio (o più, se necessario) di acqua e uno di olio evo, sale e pepe, da versare all'ultimo per dare un tocco di freschezza. Queste melanzane sono particolarissime, l'interno è pieno di piccolissimi semi che però non danno alcun fastidio (per questo motivo, forse, mi ricordavano moltissimo il gusto e la consistenza dei nostri friggitelli) e la polpa è particolarmente morbida e fondente. Non penso che riuscirete a trovarle facilmente, in alternativa potete prepare in questo modo delle melanzane perlina o delle melanzane bianche che sono molto delicate e dalla buccia sottile.

Tra l'altro, su Cucina Naturale di ottobre attualmente in edicola trovate un mio servizio interamente dedicato alla cottura "al salto" nella padella wok con tante ricette di ispirazione etnica e non! Vi aspetto in edicola!!
 

23 settembre 2015

Insalata di patate arrosto con salsa allo yogurt e menta

insalata di patate arrosto
Forchetta "Brick Lane" di KnIndustrie

Ci avete mai pensato a fare un'insalata con le patate... arrosto? Io a dire il vero proprio mai, ma per fortuna ci ha pensato la "nostra" insostituibile e infallibile Donna Hay.. Eh si, perché l'insalata di patate arrosto (in varie versioni) ricorre molto spesso nei suoi libri e nelle sue riviste di cucina. E a dire il vero non so per quale motivo io non abbia mai pensato di prepararla prima.. Sarà che le patate arrosto in genere mi piacciono da mangiare così, ma in questa mia personale rivisitazione della ricetta originale devo dire che mi sono piaciute moltissimo! Mi ricordano infatti parecchio le "jacked potatoes" che mi piacciono moltissimo, in particolare ricoperte di sour cream e erba cipollina.. yummy! In questa versione più veloce e più fresca, al posto della panna acida ho usato lo yogurt greco e al posto dell'erba cipollina la menta che ultimamente sta vivendo un momento di gloria nei vasi del nostro terrazzo e spunta più o meno dappertutto. Dovete semplicemente lavare bene, asciugare e tagliare in due nel senso della lunghezza delle patatine novelle con la buccia (in questo caso ho usato quelle con la buccia rossa che mi piacciono particolarmente, ma potete usare quelle che preferite purché siano piccole). Le condite in una ciotola con abbondante olio evo, sale e pepe nero. Mescolate e le sistemate in una teglia coperta di carta forno in modo che stiano con la parte tagliata verso l'alto. Infilate in forno già caldo a 200° C e fate cuocere per circa 25-30 minuti, a seconda della grandezza, finché non saranno belle dorate in superficie come queste quì e cotte al centro. Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente finché non saranno appena tiepide. Nel frattempo mettete in una ciotola 2-3 belle cucchiaiate di yogurt greco al naturale (o di più a seconda di quante patate avete cotto), ci aggiungete pochissimo aglio tritato molto molto finemente (potete anche usare quello in polvere in questo caso che aromatizza senza lasciare pezzettini in giro..) e una bella manciata di foglie di menta fresca tritate finemente. Condite con un filo d'olio evo, sale, pepe nero e una spruzzata di succo di limone. Mescolate bene fino ad ottenere una salsina. Dividete nelle ciotole le patate insieme a una manciata di foglioline di spinacino novello lavate e asciugate. Buttate qua e là qualche cucchiaino di salsa allo yogurt e completate con qualche altra fogliolina di menta fresca. Un giro d'olio e di pepe macinato e servite. Bastava pensarci, no??

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE... 
Ne approfitto del post di oggi  per comunicarvi che domenica prossima (27 settembre) intorno alle ore 11.30 sarò al MORSEGAR VERONA FOOD FESTIVAL per presentare il mio libro "Che Zuppa!" al Parco San Giacomo, Borgo Roma. Se siete da quelle parti domenica mattina passatemi a salutare eh ;-) Vi aspetto!

morsegarsplash


21 settembre 2015

Le amiche e le torte: il banana bread al grano saraceno di Rossella

banana bread grano saraceno noci
La ricetta di oggi viene dal blog di Rossella e so che è una delle sue preferite.. Davvero non so più in quante differenti varianti si possa declinare un dolce semplice e casalingo come il banana bread, qui sul mio blog ormai ho perso il conto delle proposte sfornate fino ad oggi. Questa torta in realtà è stata preparata prima della pausa estiva, nel fine settimana appena passato infatti il mio forno è stato occupato da una serie di dolci di ispirazione natalizia per un servizio a cui sto lavorando (se ieri mattina vi siete fermati al distributore Eni sul raccordo e avete visto una pazza che potava rami di abete ero io...) e che però non finiranno qui sul blog perciò non ho avuto materialmente il tempo di farne uno da postare qui (anche se oggi a colazione abbiamo degustato un cake speziato ai datteri, per dire..) ma per fortuna mi sono ricordata di questo "ennesimo" banana bread che avevo preparato un po' di tempo fa e non avevo ancora postato. La mia versione è solo leggermente differente da quella della mia amica Vaniglia perché io non ci ho messo il cioccolato e ho aumentato un po' le dosi per farla nel formato che più amo, quello del plum cake. La farina di grano saraceno è stata una piacevole riscoperta negli ultimi tempi. In passato si vede che non sono stata fortunata con questo tipo di farina, le ho sempre trovate molto grossolane con risultati sugli impasti non sempre soddisfacenti perciò in un certo senso avevo smesso di prenderla in considerazione. Ultimamente invece ho scoperto quella del Molino Rossetto che invece ha una grana molto molto fine ed è perfetta per qualsiasi preparazione, compresi i dolci e i lievitati. Il dolce, che ve lo dico affà, è buonissimo ma d'altra parte tutti i dolci della Ross lo sono (lei si che è un'esperta del campo!) la mia versione ve la riporto comodamente qui sotto nel caso in cui decidiate di sfornarla per la vostra prossima colazione.. Buona settimana!


18 settembre 2015

L'apparenza inganna: noodles all'orientale #vegan #vegetariano #senzaglutine

noodles vegetali
Piatto Pietra di Virginia Casa in vendita su Dishesonly

Insomma, ormai questa settimana la chiudiamo così, all'insegna della leggerezza. E questo piatto qui credetemi si fa in meno di 10 minuti 10 ed è di una facilità e di una bontà disarmanti.. Giuro che se non li avessi fatti io e me li avessero serviti in un ristorante fusion avrei scommesso che fossero degli spaghetti orientali fatti di veri spaghetti, invece in questo piatto di pasta non ce n'è nemmeno l'ombra.. Lo spiralizer, ennesima caccavella di cui vi avevo già parlato qui, ha colpito ancora e ho come l'impressione che questi noodles vegetali saltati alla wok entreranno presto a far parte della nostra top ten delle cene leggere.. Ovviamente con lo spiralizer gli spaghetti vengono meglio che con un pelapatate rigato, perché in pochissimi secondi otterrete degli spaghetti di zucchina lunghissimi e perfetti. Ma in alternativa potete usare quello che avete e farli un po' più corti. Vengono buoni lo stesso.. 

16 settembre 2015

Zucchine alla scapece "light" con pesto di mentuccia romana

ingredienti zucchine
Grill in ghisa Le Creuset

Questa settimana è cominciata, e prosegue, all'insegna della cucina leggera ora che ci penso. Semplicemente è capitato, non sono a dieta, non è una strategia, una nuova tendenza.. tranquilli che tra un po' mi riprendo e vi tiro fuori qualche ciccionata.. Ormai lo sapete, e il blog ne è una prova, la mia alimentazione è un'alternanza di pranzi leggeri e frugali a qualche piccola scorrettezza alimentare che, in questo modo, ci fa sentire meno in colpa. In genere cerchiamo di mantenere il rapporto 5 a 2, non sempre ci riusciamo, a volte è un 7 su 7, a volte 4 su 3.. dipende. Nel mese di agosto siamo stati un po' in "vacanza", anche se non siamo effettivamente andati da nessuna parte, ma la vacanza intesa in senso mentale, vacanza dalle abitudini, dalla routine, dalla monotonia.. e chissenefrega se si cena fuori 3 giorni di seguito, se si mangiano carboidrati a pranzo e a cena, se il pasto consiste in un aperitivo prolungato fino a tarda sera.. la vacanza in fondo è anche, soprattutto, dalle abitudini. Anche quando eravamo bambini, le vacanze le aspettavamo ogni anno con grande trepidazione sia io che mio fratello proprio perché, al di là della fine della scuola, del mare e delle giornate trascorse a divertirci in piscina con gli amici di sempre, ci erano concessi tanti piccoli vizi che solo durante l'estate la mamma ci permetteva, come mangiare sul vassoio davanti alla TV, la CocaCola a tavola, pranzare fuori orario, magari con un panino.. piccole, piccolissime cose che però ci facevano sentire mentalmente in vacanza dalle regole, dagli orari, dalle abitudini. Un'abitudine che amo mantenere anche adesso che sono "grande", così ogni estate mi piace concedermi qualche piccolo vizio, qualche piccolo "lusso", qualcosa di diverso dal solito.. ah quanto fa bene certe volte! 

zucchine



14 settembre 2015

Un cake. Buono. Sano. Leggero. E con le banane (oh yes!)

cake banana mirtilli light
E così sembra che sia ritornata la stagione delle torte del sabato pomeriggio. Perché ormai lo sapete, se mi seguite da un po', il sabato pomeriggio di solito se vi capita di passare sul pianerottolo di casa Pane&Burro sicruamente c'è nell'aria il profumo di un dolce nel forno, per il sacrosanto momento della colazione della domenica (e anche per quelle della settimana a seguire). Il rituale, sospeso durante le vacanze estive, riprende di solito con l'arrivo delle prime giornate di fresco settembrino. Proprio come quella dello scorso sabato, una bella giornata di sole, ancora calda per la stagione, ma con quell'aria frizzantina e quel venticello leggermente fresco che mette una certa allegria. Di quelle in cui mi piace andare ancora un po' al mare, a godermi quell'aria leggermente fresca che rende piacevole più che mai starsene sdraiati lì sotto il sole per l'ultima tintarella. Non potevo, naturalmente, non cominciare con un banana bread. L'ennesimo qui sul blog.. che come sapete, dalle mie parti, va per la maggiore. Se vi chiedete da dove venga questa fissazione per il banana bread, il mistero si spiega molto facilmente.. a casa mia si comprano tante banane che 'manco la squadra completa dei Minions.. Innanzitutto, sono una vera golosa di banane. Mi piacciono da mangiarne anche due di seguito (ma anche tre, potendo..), trovo che siano uno spuntino perfetto soprattutto per chi fa un po' di attività fisica. Io in particolare se sudo poco più del previsto tendo ad avere i crampi, quindi vai di beveroni per reintegrare sali minerali e banane. Il problema, se così lo vogliamo definire, è che a me le banane mi piacciono quando sono con la buccia bella spessa e gialla e con le punte ancora leggermente verdoline. Un po' toste ma non acerbe, per capirci. E quando la buccia comincia ad assottigliarsi e iniziano a comparire le prime macchioline marroni, a quel punto di maturazione la banana non mi piace, allora la lascio lì ancora qualche giorno finché non la faccio finire in un banana bread. Che in più, nella fattispecie, mi piace proprio come dolce quindi si prendono due piccioni con una fava e non si butta via niente. Facile, no?


ingredienti dosi
Spatola per dolci Le Creuset










gheiuhgirhiegh

09 settembre 2015

Il "fuori-zuppa" di Che Zuppa! Zuppetta piccante di ceci e moscardini

zuppa pentola
Cocotte in ghisa smaltata in colore "white cotton " di Le Creuset

Nel mio libro "Che Zuppa!" ci sono molte zuppe a base di pesce o crostacei, specialmente in abbinamento ai legumi. Non ho certamente inventato la ruota, ma molto semplicmente trovo che i legumi abbinati ai frutti di mare, ai crostacei o al pesce in generale ci stiano una meraviglia. E questa zuppetta qui non fa certo eccezione, anche se nel libro non c'è e quindi la possiamo far rientrare nella categoria del "fuori-libro"! I moscardini mi sono particolarmente simpatici, si cuociono velocemente e sono saporitissimi in qualunque modo li vogliate cucinare. Unico neo, se non li trovate già puliti (e nel mio caso erano di quelli piccolissimi, perciò il banco del pesce -giustamente- non li puliva) vi tocca puliverli da voi e quando sono piccini come questi polpetti qui ci vuole la santa pazienza... Molti non li puliscono affatto, a parte dargli una sciacquatina, ma io preferisco perdere un po' di tempo perché si rischia sempre un retrogusto amarognolo e di trovare qualche piccolo residuo di sabbia. Questa zuppetta ptete servirla in dosi più abbondanti come primo piatto, specialmente se l'accompagnate a un bel crostone di pane tostato e dorato, come ho fatto io. Altrimenti potete anche servirla in coppette mono porzione come antipasto, adatta anche a una cena in piedi, e magari i crostini farli più piccoli, a dadini, in modo che sia più facile da mangiare. Ottima sia a temperatura ambiente, oppure calda, anche se a mio avviso servita appena appena tiepida è la morte sua, si esaltano tutti i sapori. Nel caso specifico, ho usato dei ceci precotti, biologici, di buona qualità, di quelli conservati nei barattoli di vetro in modo che se ne possa constatare la dimensione, ma potete naturalemente anche usare i ceci secchi ammollati la sera prima. Personalmente, mentre per altri tipi di legumi preferisco evitare i precotti, sui ceci faccio volentieri un'eccezione dato che in genere si trovano già cotti e parecchio al dente, perfetti quindi per una zuppa da cuocere abbastanza velocemente come questa.


07 settembre 2015

Le linguine ai fiori di zucchina di zia Margherita

linguine ai fiori di zucca di zia margherita
forchetta Brick Lane di KnIndustrie

Zia Margherita è una zia "acquisita", nel senso che non è veramente mia zia, è la zia de immimarito, acquista anche per lui in quanto moglie del fratello di sua mamma. Una bella signora toscana, schietta, genuina, di sostanza, di quelle a cui piacciono le cose semplici e i valori con cui sono cresciuta anche io, la famiglia, la casa, gli affetti da selezionare accuratamente (meglio pochi, ma buoni). Si divide tra Siena, la città dove vive, e una bella casa di campagna su una collina della Maremma, tra ulivi, alberi da frutto e, soprattutto, un bellissimo orto che lei cura personalmente e amorevolmente. E anche la sua cucina le somiglia, è un po' come lei: fatta di ingredienti semplici, freschi (la maggior parte provenienti dal suo orto, appena colti), genuina, tradizionale e di sostanza. Insomma, buona! Ogni volta che capita di fermarci da lei, torno a casa con almeno una ricetta da provare (infatti nel mio libro "Che Zuppa!" c'è anche una sua ricetta). Assolutamente inarrivabili le sue fettuccine con il ragù di cinghiale: irripetibili e irriproducibili (anche se lei mi ha sempre generosamente rivelato tutte le sue ricette, il ragù di cinghiale non mi verrà mai bene come il suo.. manca quell'ingrediente fondamentale che non puoi comprare in nessun negozio: l'esperienza!) e l'ultima volta che ci siamo fermati da loro, tornando a casa dal mare della Toscana, ci ha fatto trovare quelle "giusto du' hosine".. che aveva preparato per il pranzo: le "du' hosine" in questione consistevano in questa pasta semplice ma squisita, fatta con i fiori delle zucchine appena raccolte nell'orto, una caprese con i "suoi" pomodori cuore di bue (anche se quest'anno, a causa del caldo, non c'è stata la produzione sperata.. "l'anno passato si buttavan via tanti n'ha fatti" mi raccontava, delle melanzane al forno, delle zucchine saltate in padella, frutta appena raccolta dai suoi alberi o proveniente dal campo di qualche vicino.. Noi la pasta in genere ce la concediamo solo una volta alla settimana, di solito il sabato, non perché non ci piaccia (anzi!) o per particolari motivi dietetici (anche se cerchiamo di limitare i carboidrati durante la settimana) ma soprattutto il motivo è che noi a pranzo a casa non ci siamo quasi mai negli altri giorni e alla sera difficilmente consumiamo carboidrati. Ma, soprattutto, a noi la pasta ci piace condita come si deve, quindi meglio una volta a settimana, una bella porzione, piatto unico, e condita come ci piace di più. Stavolta, al banco della contadina del mercato di Testaccio, ho trovato queste meravigliose zucchine freschissime, con i fiori ancora belli, sani e attaccati, larghe poco più di un dito, talmente tenere e dolci che le potevi mangiare a morsi. Non c'è quasi stato nemmeno bisogno di dirlo, io e immimarito ci siamo scambiati uno sguardo di intesa e qualche minuto dopo ero al telefono con Zia Margherita che mi spiegava la semplicissima ricetta di questa pasta, che vi riporto fedelmente... 


03 settembre 2015

Insalata di cetrioli e feta grigliata

posate KnIndustrie
E allora, quindi, dicevamo.. rischiando di essere un po' banali, però.. il caldo. Ma che caldo ha fatto quest'estate qua? Io che notoriamente sono abbastanza tollerante e di solito non mi lamento mai troppo del caldo, vi assicuro che quest'anno per la prima volta ho rimpianto di non avere un condizionatore a casa.. Non ho mai perso tanti liquidi come questa estate qui, tanto da aver avuto necessità di sospendere per una decina di giorni la palestra e integrare con bibitoni di acqua e bustine di sali minerali, dato che stavo letteralmente evaporando (con conseguenze piuttosto imbarazzanti, tipo crampi ai piedi nel bel mezzo del supermercato che mi costringevano a camminare su e giù senza scarpe cercando di stiracchiare le mie estremità, esibendo per altro una certa nonchalance)... Perciò, a parte tutto quello che ho dovuto cucinare "per lavoro" (tra cui la famosa carbonara di zucchine con le zucchine fritte alle 6 di mattina, unico orario del giorno in cui la temperatura permetteva operazioni simili) ci siamo nutriti quasi esclusivamente di gazpacho, con la ricetta tratta dal mio libro "Che Zuppa!", preparato in dosi massicce e senza soluzione di continuità in due varianti: con uovo sodo a fettine e senza! E veramente, salvo rare eccezioni, davvero poco altro che non fosse mozzarella, prosciutto, melone, tanta frutta, insalate, bruschette e pomodori. Cose fresche, facili, sfiziose e saporite. Anche questa insalatina qui, tutto sommato, rientra nella categoria di piatti estivi a basso impatto cucinereccio, anche se prevede la grigliatura della feta che necessita, pertanto, dell'accensione di un fuoco giusto il tempo necessario a scaldare una griglia antiaderente (oltre all'invasione di un fumo piuttosto denso in tutta casa che 'manco a Londra a novembre, ma in cambio un profumino di formaggio grigliato piuttosto persistente e invitante, non so se mi spiego...).


01 settembre 2015

Ce-la-posso-fare...

sformatino di ricotta alle erbe
"Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età,
dopo l'estate porta il dono usato della perplessità..
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel fuoco le possibilità, le possibilità... "
[F. Guccini - Canzone dei dodici mesi]

Il bello di non andare in vacanza d'estate è che poi non ti viene il "magone da rientro". Il bello di passare l'estate nella propria città è di godersi una Roma semi vuota per qualche settimana all'anno. Che quasi quasi uno ci vivrebbe pure volentieri, se il traffico fosse sempre quello di ferragosto.. Un agosto fatto di quotidianità in stile vacanziero, di aperitivi in spiaggia al tramonto anche se il giorno dopo vai in ufficio, di cenette in ristorantini dove vuoi assolutamente ritornare in tutte le altre stagioni, di bollicine all'ostricheria, di corsette mattiniere, giornate pigre appollaiata su uno scoglio proprio in mezzo all'acqua. Estate di cruciverba impossibii che ci metti una settimana per finirli, fatta di fine settimana in cui si prende e si va, a fare un tuffo dove l'acqua è più blu, e scoprire spiaggette segrete di sassi bianchi che sembra di essere alle Seychelles a pochi chilometri da casa tua. Estate di frittini di calamari, di gazpacho "como si no hubiera mañana", estate da 3 docce al giorno e capelli che aiutatemi a dire di che colore sono diventati. Estate in cucina per un lavoro da consegnare, di carbonare di zucchine fritte alle 6 di mattina, di temporali estivi (pochi) e vecchi ricordi (troppi) delle mie estati di ragazza, che quando finiva l'acquazzone tiravi fuori la felpa col cappuccio, indossata sugli short di jeans, a cavallo di una bici, alzando le gambe quando attraversavi le pozzanghere... Estate di nuovi cocktail da assaggiare, che poi ti gira un po' la testa e al mattino dopo scopri che (forse) non c'hai più l'età.. è stata un po' così la mia estate. Niente partenze ma comunque in vacanza. Perché in fondo, la vacanza, è uno stato mentale. 
Il brutto di non andare in vacanza d'estate è la nostalgia per quel desiderio di evasione che solo il prendere e partire riesce a darti, quel senso di piccola fuga e di avventura, l'odore nell'aria di un nuovo mare da respirare e un nuovo blu da fotogafare, vestiti di lino e sandali bassi da indossare, nuove cucine da assaggiare.. piccoli sogni così, da riporre anche quest'anno in un cassetto, insieme ai costumi da bagno che odorano di acqua di mare.. 
Per ricominciare ho scelto dunque una ricetta che sa ancora d'estate e di cene in terrazza. La terrazza quest'anno più che mai è stata la parte più frequentata in assoluto della nostra casa, in questa lunghissima estate caldissima, fatta anche di zampironi e di candele accese...
Ben ritrovati a tutti, si ricomincia! (piano piano eh...)

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