30 marzo 2015

Un primo per Pasqua? Orecchiette con ragù d'agnello, carciofi e pecorino

orecchiette blog
Piatto fondo collezione "Regina" di Virginia Casa, azzurro polvere in vendita su Dishesonly
Che cucinate per Pasqua? Io niente. Ma niente davvero eh! Ho in programma un week end Pasquale del tipo gita fuori porta, quindi prevedo di starmente comodamente con le gambe sotto il tavolo di qualche ristorante diciamo da sabato sera fino a lunedì a pranzo (burp..).. Perciò, tanto per non farci mancare nulla, abbiamo pensato bene di anticipare qualche cucinamento pasquale allo scorso fine settimana. Come questo primo che devo dire a noi c'è garbato veramente moltissimo. Sarà che in generale l'agnello è una delle carni che preferisco, poi i ragù in bianco sono quelli che mi piacciono di più. Metteteci pure uno dei formati di pasta corta che amo moltissimo, e i carciofi.. insomma in poche parole in questo piatto ci ho infilato un po' tutti i miei sapori pasquali preferiti e ne è uscito un primo assolutamente raccomandabile!
Così, se magari non avevate ancora bene in mente cosa cucinare per primo il giorno di Pasqua, magari questa potrebbe essere una buona idea..



27 marzo 2015

E sotto il poncho Anita mia, batte un corazòn

cocktail blog
E scusate la divagazione musicale, ma è da una settimana che canticchio questa canzone, da quando in pratica ho scoperto che questo cocktail si chiama Garibaldi.. io l'avevo sempre molto semplicemente chiamato "succo d'arancia e Campari", vai a sapere che invece aveva un nome (e cognome) così importante! E visto che oggi è venerdì, e il venerdì come spesso accade qui da me significa aperitivo.. La ricetta è telegrafica: per garantire l'effetto cromatico (che anche l'occhio vuole la sua parte, no?) vi consiglio di mettere in un bel bicchiere largo e basso 7-8 cubetti di ghiaccio e mezza fettina d'arancia. Versate prima il Campari e successivamente il succo spremuto di arance bionde e dolci. 1 parte di Campari per 3 parti di succo d'arance. Mescolare prima di consumare. Stop. Più facile di così! La dolcezza del succo di arance spremute contrasta e bilancia magnificamente il gusto bitter del Campari. Un cocktail semplicissimo ma perfetto. Perfetto anche per festeggiare la soglia dei 2000 "mi piace" della pagina Facebook del blog superata qualche giorno fa. Grazie a tutti di cuore e buon fine settimanai!

cocktail garibaldi

25 marzo 2015

Come ti cucino cinese senza alcuna cognizione di causa: Jiaozi [ravioli cinesi al vapore]

dumplings blog
Ed ecco finalmente il ritorno, a grande richiesta (?? più che altro mia...) della rubrica "cucina etnica senza alcuna cognizione di causa".. Mancava la Cina? Mancava! Dopo la Thailandia, il Vietnam, l'Argentina oggi ci spostiamo in cina per un classico della cucina tradizionale di questo paese dove, come negli altri casi, non sono per altro mai stata... I ravioli al vapore, universalmente noti come "dumplings", in questo caso Jiaozi, di carne di maiale e cavolo. L'ispirazione è venuta da un video postato su Facebook dalla mia amica Elvira qualche giorno fa dove facevano vedere come chiudere perfettamente e con un ricamo assolutamente perfetto dei ravioli credo, in quel caso, giapponesi. Certo, i miei non sono venuti perfetti come quelli, ma dopo averne "ricamati" quasi una cinquantina alla fine ormai ci avevo preso quasi la mano. Il risultato stupefacenete di questi ravioli preparati senza alcuna cognizione di causa, io che al ristorante cinese in Italia saranno 20 anni che non ci vado,  e pure prima ci sarò stata si e no 5-6 volte, è che non solo sono risultati belli da vedere ma erano anche decisamente buonissimi.. Armatevi di santa pazienza però, perché l'operazione richiede un certo tempo, ma potete mettervi in linea con tutta la famiglia da assoldare per una divertente catena di montaggio dove uno tira la pasta, l'altro la taglia a dischetti, un altro farcisce i ravioli e l'ultimo li chiude col ricamino... E in meno di un'ora avrete un'abbondante pranzo quasi "made in China" a base di ravioli al vapore, per quattro.  


23 marzo 2015

Mamma mia.. here I go again!

cake blog
..my my, how can I resist you?.. Insomma questo è esattamente quello che è accaduto quando ho visto questa torta su Bon Appétit Magazine.. non ho saputo resistere! Gira che ti rigira, tanto ho fatto tanto ho detto che ho dovuto assolutamente prepararla per la nostra colazione della scorsa domenica mattina. Alla prima occasione in cui mi è capitato di trovare dei lamponi degni di tale nome (ma potete comodamente usare quelli surgelati, nel caso!) e vergognosamente fuori stagione, non ho potuto non farmi conquistare da questa torta di cui già intuivo consistenza e sapore. Ed è stata decisamente all'altezza delle aspettative: una torta morbidissima, dalla consistenza molto umida, morbida, soffice, che si scioglie letteralmente in bocca, nient'affatto stucchevole, anzi, piacevolmente intervallata qua e là dalla nota acidula e succosa dei lamponi. Insomma, da provare assolutamente! Mia unica variante rispetto alla ricetta originale è stata la sostituzione del burro fuso con l'olio di semi di mais; non volevo che il gusto del burro risultasse predominante su quello della ricotta, e penso di aver fatto una mossa azzeccata perché la torta resta comunque sofficissima e il delicato sapore della ricotta rimane la caratteristica principale di questo dolce. Che devo dire di più per convincervi a farla alla prima occasione?


20 marzo 2015

Aperitivo alla toscana: la fettunta con guanciale e fagioli zolfini

fettunta blog
Per l'appuntamento dell'aperitivo, oggi ci spostiamo in Toscana, la terra de "immimarito". Per osmosi, mi sento un po' toscana pure io, abbastanza toscana da aver imparato che alla domanda "com'è?" si risponde "bene, e te?" invece di "cosa?".
Diciamo che non è propriamente una ricetta, questa qui, più che altro un assortimento di ingredienti di eccezionale qualità che combinati insieme creano qualcosa di assolutamente perfetto nella sua semplicità. Inannazitutto partiamo dal fagiolo. 


zolfino blog
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18 marzo 2015

Torta da tè.. al quadrato!

cake blog
Mi rendo conto che forse vi annoierò con tutte queste torte da colazione-tè-merenda: moooolto semplici, soffici, senza ripieni, farciture, creme.. magari da inzuppare leggermente nella vostra tazza di tè o di caffellatte. In pratica, a parte qualche rarissima eccezione, sono gli unici dolci che trovano posto su questo blog! Il fatto è che, ormai lo sapete, non sono una gran golosa di dolci e queste torte sono le uniche che mangio davvero volentieri, soprattutto al momento della colazione. Quella di oggi poi è stata una vera rivelazione: una torta al tè Earl Gray, profumatissima, sofficissima, buona da matti! Perfetta sia (ovviamente) con il tè ma vi devo dire che anche con il mio caffèllatte bollente del mattino faceva la sua degna figura.. Il profumo di questa torta vi sorprenderà, l'uso del te come ingrediente in effetti è qualcosa a cui non avevo mai pensato ma dona a questo dolce non solo un profumo fantastico ma anche un colore intenso. Noi l'abbiamo trovata semplicemente deliziosa, e penso che sarà una delle rare volte in cui una torta verrà ripetuta (contravvenendo alla "regola" che in casa di noi foodblogger non si mangia mai la stessa cosa due volte, il che devo ammettere in gran parte dei casi è effettivamente vero..). Vi lascio la ricetta, che vi consiglio davvero di provare. Se amate il tè, ma anche no.

earl gray cake ricetta

16 marzo 2015

Che fine hanno fatto le zuppe? Ora ve lo posso dire..

ciotola blog
Ciotola Anemone di Argyla in vendita su Dishesonly
Forse chi segue con una certa regolarità questo blog se ne sarà accorto, che da un po' di tempo a questa parte, le zuppe sono sparite dalla circolazione.. Come mai? E si che fin dagli esordi si promettevamo minestre in quantità, ed infatti per un po' di tempo è stato così. Poi: il nulla. 
La verità, miei cari, è che di zuppe in casa mia se ne sono cucinate, fotografate e consumate a dismisura negli ultimi 8 mesi. Ma il fatto è che tutte queste zuppe cucinate, fotografate e consumate sono finite in un libro. 
Un libro di zuppe. 
Il mio. 
Il mio primo libro di ricette e foto. 
Il. Mio. Libro.


13 marzo 2015

Aperi-fast-ricetta del venerdì: bruschette con patè di carciofi, stracciatella e bottarga

bruschetta blog
Oggi una ricetta veramente super easy e velocissima per preparare uno stuzzichino da aperitivo sfiziosissimo. Se ancora non lo avete fatto, questo meraviglioso patè di carciofi, non avete più scuse! Quindi, preparate il vostro patè di carciofi (ma vi è concesso di comprare uno di ottima qualità se preferite, anche se vi garantisco che il mio si fa davvero in pochissimo tempo ed è di gran lunga più buono di qualsiasi altro prodotto confezionato, ma insomma... fate voi!), scaldate delle fettine di baguette (io ho usato qualche fettina di filoncino ai capperi, ma va benissimo più o meno qualunque tipo di pane) in modo da farle diventare un po' croccantine. Ci spalmate sopra uno strato non troppo sottile di patè di carciofi, ci adagiate qualche pezzettino di stracciatella freschissima e completate con della bottarga di muggine tagliata a fettine sottilissime con un taglia tartufi o una mandolina. Completate con un pizzico di pepe e qualche fogliolina di maggiorana e voilà. La dolcezza della stracciatella è semplicemente perfetta con il gusto sapido della bottarga.. il tutto avvolto dal tocco cremoso e vegetale dei carciofi. Un bocconcino perfetto! Buon week end a tutti e ci si vede lunedì con una super notizia! Vi aspetto, non mancate!

11 marzo 2015

E la luna bussò..

pane pentola blog
Cocotte in ghisa smaltata Le Creuset
Qualcuno in realtà fin dal primo pane che ho pubblicato qui sul blog poco tempo fa lo aveva, giustamente, predetto. Che quello non sarebbe stato né il primo né tantomeno l'ultimo pane che avrei fatto. Possibile che io sia davvero così prevedibile? :-) In effetti, chi aveva detto che il panificare avrebbe prima o poi fatto breccia nel mio cuore, non aveva tutti i torti. Ho sempre pensato che non facesse per me, innanzitutto perché prima di tutto non sono una grandissima consumatrice di pane. Non che non mi piaccia, anzi, ma tendo a consumarne davvero poco, prevalentemente in occasioni speciali quando abbiamo qualche ospite. Nella quotidianità di pranzi fuori casa e cene frugali il pane, a dirla tutta, sulla nostra tavola finisce molto di rado. Poi sono sempre stata più attratta dalle ricette che non richiedessero tempi eccessivamente lunghi di preparazione, mentre come è noto il pane richiede lunghe pause e attese pazienti. Però ho scoperto che tra una lievitazione e l'altra si possono fare tantissime altre cose, anzi più le lievitazioni sono lunghe più cose si riescono a fare nell'attesa. Così ormai da qualche settimana ho preso l'abitudine il sabato mattina di impastare un pane (operazione che con l'aiuto della planetaria richiede davvero uno sforzo ridotto ai minimi termini), lo metto a lievitare e me lo dimentico praticamente fino al primo pomeriggio. Una seconda veloce impastata e via con la seconda lievitazione, lui se ne sta lì, buono buono, zitto zitto, nel suo angolino a fare il suo dovere, come un gatto acciambellato sul divano che ronfa pigramente ignorando completamente tutto ciò che gli accade intorno. Io nel frattempo faccio altre diecimila cose, cucino e fotografo altre due, tre ricette, poi torno lì, a sbirciare come va, se serve un'altra lievitazione o se è pronto per il forno.. So di avere ancora tanto da imparare su questo tema, a volte il risultato non è esattamente quello che avrei sperato ma sta di fatto che spesso invece è incoraggiante e di grandissima soddisfazione. Come questo pane qui, molto rustico, con la farina scura macinata a pietra, il retrogusto amarognolo delle olive Taggiasche (quelle vere), e il profumo del rosmarino fresco. E poi il "miracolo" della cottura del pane in cocotte. Quella si che è stata una bella sorpresa! Quando ho tolto il coperchio e questa "luna" di pane mi è apparsa in tutta la sua fragrante bellezza, sapevo che ormai il pane aveva bussato al mio cuore, trovando la porta ormai già aperta... 

dup pane



09 marzo 2015

Cake alle pere e noci pecan, via Tartelette

cake cover
Piattino blu della collezione "Trame" di Giovelab in vendita su Dishesonly
Parte del mio "lavoro" di ricerca prevede la consultazione di diversi blog di cucina che, nel corso degli anni, ho pazientemente selezionato e inserito nella mia lista di letture preferite da leggere ogni volta che viene pubblicato un nuovo post. Alcuni di questi sono blog "storici" di foodblogger che hanno iniziato a scrivere e pubblicare ricette e foto online molto tempo prima che questa "moda" prendesse piede anche a noi, e anche se attualmente pubblicano post molto di rado, ogni volta che la mia blogroll segnala una nuova ricetta pubblicata non posso fare a meno di correre immediatamente a vedere. Come nel caso del blog Tartelette, di Hélène Dujardin. Un blog che ho iniziato a seguire molti molti anni prima anche solo di immaginare di avere, un giorno, uno blog tutto mio e che continuo a seguire ogni volta, purtroppo rara, in cui viene pubblicato qualcosa di nuovo. Inesauribile fonte di ispirazione non solo per le ricette ma anche per lo styling e lo stile fotografico, le ricette di Hélène infatti sono infallibili, impossibile non riuscire a riprodurle nella propria cucina..  Ricette facilmente riproducibili, presentate con uno stile caldo, familiare e "cozy": una combinazione che difficilmente non suscita nel lettore le voglia immediata di cercare gli ingredienti in dispensa e mettersi a cucinare. Io non faccio di certo eccezione, perciò appena ho visto questa torta di pere e noci presentata sul suo blog la scorsa settimana, non ho potuto far passare nemmeno un fine settimana prima di sfornarla per la nostra colazione della domenica. Con qualche piccolissima variazione personale, per darle quell'ulteriore tocco rustico che ci piace tanto ultimamente. Una torta da credenza soffice, deliziosa, perfetta per ogni momento della giornata. Tra le preferite della famiglia di Hélène, come lei stessa racconta nel post, che credo proprio entrerà a far parte anche delle nostre merende favorite. Non è forse questo il bello della condivisione? Vi rimando alla ricetta originale di Tartelette, che ha ispirato la mia versione leggermente riadattata qui sotto, e le foto di questo post. 


cake fette blog
Piattini blu della collezione "Trame" di Giovelab in vendita su Dishesonly

05 marzo 2015

Polpette saltimbocca

saltimbocca meatballs
Piatto fondo della collezione "Nuvola" di Argyla in vendita su Dishesonly





Ci avete fatto caso che praticamente qualsiasi secondo della nostra cucina tradizionale può essere rielaborato sotto forma di polpetta? Io devo dire che è un po' che ci ragiono su, tempo fa avevo fatto le polpette di ossobuco con la gremolata per una versione fast del classico risotto alla milanese, e oggi è la volta della reinterpretazione dei "saltimbocca alla romana" in versione bocconcino monoporzione.. ma penso proprio che non sarà l'ultima rivisitazione in chiave polpetta di qualche altro classico della cucina regionale italiana! In questa versione ho sostituito il tradizionale prosciutto crudo con della pancetta tesa non affumicata, perché temevo che il prosciutto crudo una volta cotto risulasse troppo salato. E comunque, anche la pancetta devo dire che rilascia molto sapore, quindi andateci piano con il sale nell'impasto delle polpette...


03 marzo 2015

One pot pasta: rigatoni al pomodoro e pecorino

Questa cosa della pasta cotta in un tegame con tutto il condimento e l'acqua necessaria alla cottura mi intrigava già da un po' e quando ho letto poi che anche uno chef del calibro di Davide Scabin proponeva una versione di pasta al pomodoro cotta in pentola a pressione (che naturalmente sarà il prossimo esperimento) ho deciso che era venuto il momento di provarci. Devo dire che in effetti è una gran bella comodità: si ottiene un piatto di pasta perfettamente al dente, ben mantecata, saporitissima sporcando di fatto una sola pentola. Nel mio caso, non so se dipenda dal tipo di pasta utilizzato, i tempi di cottura sono stati leggermente più lunghi di quelli di una cottura tradizionale, ma giusto di 5-7 minuti in più, perché il rigatone di Gragnano c'ha i suoi tempi.. a vantaggio però di ritrovarsi a fine pasto con una sola pentola da lavare al posto di almeno tre, tra pentola per l'acqua, scolapasta e tagame per il sugo. La ricetta è molto basica, ecco come procedere: 
1) schiaffate nella vostra pentola, preferibilmente dal fondo spesso e pesante, meglio ancora se avete una coccotte in ghisa smaltata come quella che ho usato io, 100 g di pomodorini di collina in conserva di buona qualità (oppure di pomodori pelati o freschi, in stagione), 100 g di rigatoni di Gragnano, una spolverata di sale e pepe, uno spicchio d'aglio in camicia, un generoso filo di olio e.v.o. buono e qualche foglia di basilico;
2) aggiungete 100 g circa di acqua
3) chiudete con il coperchio e mettete la pentola sul fuoco a fiamma vivace. Appena avrà preso il bollore, abbassate al minimo e fate cuocere la pasta con il coperchio mescolando di tanto in tanto, se necessario aggiungendo poca altra acqua alla volta, quella necessaria affinché la pasta si cuocia al dente. Il sugo, nel frattempo, grazie agli amidi della pasta che non andranno dispersi nell'acqua di cottura, diventerà particolarmente cremoso. Nel mio caso, per una cottura al dente indicata in 14 minuti a cottura tradizionale, la mia pasta era pronta in 20 minuti circa ed era comunque decisamente al dente. 
4) Fuori dal fuoco, togliete l'aglio e aggiungete una generosa spolverata di pecorino di Amatrice grattugiato e via. 
Consumatori seriali di "quattro salti in padella", a 'sto giro non avete proprio scuse mi sa...



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