30 gennaio 2015

Tex-Mex chicken wings con sciroppo d'acero e chipotle

chicken wingsPoteva mancare l'americanata della settimana? Certo che no!
Tra l'altro questa ricetta qui è anche discretamente sana e molto meno calorica di quello che potrebbe sembrare; il metodo di cottura di queste alette di pollo qui, infatti, fa si che perdano la maggiorparte del grasso, restando per altro tenerissime, succulente e perfettamente rosolate e "sticky". Il sapore inconfondibile viene dalla marinatura e dalla salsina che viene usata per glassare le alette a fine cottura. In entrambi i casi l'ingrediente che fa davvero la differenza qui è lui: il chipotle!


28 gennaio 2015

Tartare di salmone con finocchio, mela verde e aneto

tartare di salmone
Piattino della collezione "Corolla" di Forme Roma in vendita su Dishesonly.com
Ormai sembra che l'appuntamento con la ricetta light sia diventato una costante su questo blog! In verità ultimamente in casa Pane&Burro si cerca di cucinare con un occhio alle calorie (ma non troppo, torneranno anche le riccettine goduriosamente peccaminose, non preoccupatevi!) e questa mi sento di classificarla in questa categoria. Qualche settimana fa sono andata dal mio pescivendolo di fiducia, l'unico dove trovo un filetto di salmone degno di tale nome (niente a che vedere con quei filetti sottili sottili che si trovano solitamente al supermercato... da lui il filetto di salmone è alto almeno 5 centimetri!) e abbiamo preso un bel pezzo di filetto, una parte, quella centrale e più spessa per l'appunto, l'abbiamo utilizzata per un'altra ricetta che presto vedrete, con quello rimasto ci abbiamo fatto questa tartare qui, fresca, delicata, con una nota leggermente acidula. Ci è piaciuta parecchio, perciò eccola qui! 


26 gennaio 2015

Una torta di mele... coi baffi!

cake sliced blog
Leggo sempre con grande piacere tutti i post della mia amica Laura, se non conoscete il suo blog Il Gambero Russo non sapete cosa vi perdete.. Non solo ricette buone da addentare lo schermo all'istante, un occhio fotografico veramente unico che ti cattura e ti conquista, ma in particolare quello che mi piace gustarmi in un momento di pausa e di relax sono i racconti che Laura riesce a regalarci con uno stile, una raffinatezza linguistica e una delicatezza veramente molto rari.. E così, qualche giorno fa, gustandomi questo suo ultimo post, non ho proprio potuto fare a meno di trattenermi dal lasciarle un commento, dato che anche il mio papà, giustappunto, porta da sempre un bel paio di baffoni... Raccontandole dei baci sulla guancia del mio papà che mi facevano sempre il solletico quando ero bambina, lei mi ha risposto con la sua abituale gentilezza, confermando una simpatia nei suoi confronti, pur non avendo mai conosciuto il mio papà nella vita reale, che avevo in qualche modo già intuito nei tanti commenti che ci siamo scambiate in occasione di molti post suoi e miei in questi ultimi due anni di blog.. e così in quell'occasione la bella Laura, sempre attenta e delicata, si è ricordata che una volta le avevo lasciato un commento a proposito di una torta di mele galeotta che fece innamorare i miei genitori. In particolare il commento lo avevo lasciato proprio su questa torta qui, che mi aveva molto incuriosita per la totale assenza di grassi (infatti è priva sia di olio che di burro) e un po' perché, per tradizione familiare, a casa nostra la "torta di mele" ha da sempre un significato particolare, che un giorno vi racconterò.. Perciò, cercando una ricetta per una torta in grado di coniugare le esigenze di leggerezza del 50% della famiglia, che negli ultimi tempi condizionano un po' le mie scelte in cucina, senza dimenticare però il piacere dell'assaggio, grazie ai baffi degli antentati di Laura e a quelli del  mio papà mi sono ricordata di questa torta qui, che da tempo giaceva nella lista delle cose da cucinare.. La ricetta si ispira a quella originale dei Calycanti e tratta dal loro libro "Torte di mele", riportata fedelmente da Laura nel suo post, io ho fatto solo alcune piccolissime modifiche perciò vi lascio anche la mia ricetta. Una torta squisita, morbida, umida, rustica, con una deliziosa crosticina croccante in superfice, perfetta per la colazione o per il tè. Vi consiglio davvero di provarla e credo proprio che la rifarete spesso, come me.. Perciò, dedicato alla mia amica Laura, la torta era di mele (anche se il secondo non era un arrosto, ma questa la capiamo solo in due.. !)

ricetta

23 gennaio 2015

Pranzo light: insalata di cavolo, mela verde e salmone

insalata salmone
E dopo il momento di pura goduria ipercalorica del pollo fritto al latticello di mercoledì, direi che un'insalattina leggera per pranzo ci sta proprio bene, no? Questa poi è particolarmente colorata, nutriente e fresca, dove perfino il retrogusto leggermente grasso del salmone viene alleggerito dal gusto del lime e dello yogurt. Trovata su un vecchio numero di Saveurs che ho ripreso in mano qualche giorno fa, e visto che avevo giustappunto un piccolo cavolo rosso e uno bianco, non ho potuto non provarla. Decisamente da ripetere, se ci mettete anche qualche crostino tostato di pane di segale direi che avete il vostro pranzo completo facile, veloce e leggero. Buon fine settinama!


21 gennaio 2015

Il pollo fritto al latticello di Martha Stewart

fried chicken BLOG
Quando, qualche mese fa, Giunti editore mi ha invitata a provare qualche ricetta dal libro Scuola di Cucina di Martha Stewart, questa qui è stata in assoluto la prima ricetta che ho scelto di cucinare, anche se in effetti è l'ultima di cui vi parlo. Mi pare abbastanza evidente, se seguite il mio blog da un po', che le "americanate" (nel senso buono del termine, buono da mangiare si intende..) sono una deriva che mi piace spesso prendere, in particolare mi piacciono molti dolci di ispirazione d'oltre oceano, che trovo genuinamente rustici, molto spesso dolci di casa, "da credenza" come piacciono a me. E poi, come molti, ho un debole per tutta una serie di ricette consolatorie e "scacciapensieri", quelle che spesso gli americani definiscono piatti da finale del "Super Bowl", da mangiare davanti all tv con una cassetta di birra fresca accanto al divano per uno degli appuntamenti sportivi più seguiti dall'altra parte dell'Oceano.. Il pollo fritto al latticello, piatto tradizionale della cucina del Sud degli Stati Uniti, ovviamente non può non essere in cima alla lista di questa particolare categoria e per quanto sia un piatto estremamente semplice e di tradizione familiare vi garantisco che non è per niente scontato o facile farlo bene. Non potevo dunque non affidarmi alla Marthona nostra per affrontare un classico della cucina americana e, infatti, 'manco a dirlo, la ricetta è risultata semplicemente perfetta. Il miglior pollo fritto mai mangiato fino ad oggi: tenero, succulento, saporito e fritto a mestiere, croccantissimo e non unto.. insomma, la perfezione sotto forma di pollo fritto, diciamolo pure... 


19 gennaio 2015

Grilled veggie greek burger

grill cover
Grill rettangolare Le Creuset
Se, come me, collezionate in modo compulsivo riviste e libri di cucina soprattutto stranieri (in particolare quelli di Donna Hay) non potete non essere incappati in qualche ricetta a base di haloumi. L'haloumi è un formaggio di origine cipriota a base di latte di capra e pecora, molto utilizzato anche nella cucina greca. La particolarità di questo formaggio è la sua consistenza particolarmente asciutta e compatta che lo rende perfetto per essere fritto o grigliato; a differenza degli altri formaggi, infatti, tenderà a sciogliersi pochissimo formando una crosticina croccante all'esterno senza liquefarsi completamente all'interno. Ora, questo haloumi per un po' è diventata quasi un'ossessione.. Moltissime ricette viste qua e là, in rete o su diversi libri, lo ritraevano con la sua croccante crosticina dorata rendendolo particolarmente attraente ai miei occhi. Purtroppo qui in Italia questo formaggio risulta praticamente introvabile, perciò durante una trasferta oltreoceano de "immimarito" me ne sono fatta procurare un pacchettino.. Il prezioso pacchettino di Haloumi (perché oltretutto è anche piuttosto caro, oltre che difficile da trovare) è stato amorevolmente conservato in attesa di finire in qualche ricetta. Come quella di oggi. E dunque... dopo averlo tanto cercato, oh com'è st'haloumi? 

veg greek burger Una grandissima delusione, a dirla tutta.... asciutto e gommosetto, sembra di masticare gomma grigliata al sapore di formaggio. Forse quello reperito nei banchi di un Whole Foods americano non era un Haloumi di primissima qualità, sono certissima che acquistato sul posto magari da un produttore locale ha un'altro sapore e un'altra consistenza (insomma, se ci pensate anche la nostra mozzarella... se uno si dovesse fare un'opinione sulla mozzarella comprata in busta al supermercato rimarrebbe piuttosto insoddisfatto...) quindi diciamo che per il momento l'haloumi non è totalmente bocciato, solo rimandato a settembre.. Devo dire che, però, all'interno di questo hamburger grigliato vegetariano anche l'haloumi ha trovato un suo perché: con il suo sapore delicatamente formaggioso arricchisce il gusto di questo saporitissimo burger e la consistenza gommosetta viene completamente dimenticata tra strati morbidi e succulenti di verdure grigliate e pomodorini confit. Insomma, in questa ricetta l'haloumi non mi è dispiaciuto affatto, ma potete tranquillamente sostituirlo con qualsiasi altro formaggio, ad esempio ci vedrei benissimo una bella fetta di scamorza grigliata. La ricetta non è nemmeno una ricetta vera e propria, ve la riassumo graficamente nella foto stessa del panino. Per i panini, mi sono affidata alla solita, infallibile ricetta dei burger buns, ormai faccio sempre quella per questo tipo di panino, e stavolta guarniti con una manciata di semi misti (girasole, sesamo bianco e nero, papavero). Prima di farcirlo, ho diviso il panino a metà e l'ho fatto grigliare un momento sulla piastra per renderlo croccante. Le melanzane vanno semplicemente tagliate a fette spesse poco meno di 1 cm e spennellate con un velo di olio e.v.o. da entrambi i lati, poi fatte grigliate per bene da tutte e due le parti sulla bistecchiera precedentemente scaldata bene sul fuoco. I pomodori, invece, li ho tagliati a fette spesse 1 cm, adagiati su un foglio di carta forno leggermente unta e sistemati su una teglia da forno. Spolverizzateli con una manciata di zucchero di canna, fior di sale, pepe nero e una generosa spolverata di za'atar (oppure un mix di origano e semi di sesamo), un filo d'olio e via in forno a 100° C per circa 1 ora e 30, poi una botta a 180° C per circa 15-20 minuti finché non saranno ben rosolati e leggermente abbrustoliti ai bordi. L'haloumi (il famigerato...) va tagliato a fette spesse e spennellato di olio, poi grigliato per circa 1 minuto da ciascun lato, girandolo delicatamente. La cipolla rossa va semplicemente tagliata a fette spesse e grigliata sul grill finché non inizierà leggermente a caramellare. Prima di farcire il panino, ho spalmato il fondo del pane con un generoso strato di senape di Digione Maille, uno strato di yogurt greco al naturale e poi ho iniziato ad alternare gli strati di melanzana, pomodori arrosto, cipolla, rucola fresca e haloumi come indicato nella foto. Una birretta ghiacciata è il perfetto accompagnamento di questo panino decisamente godurioso e anche, tutto sommato, piuttosto leggero. Godimento senza sentirsi in colpa, utile anche per dimenticare le piccole delusioni (come quella per l'haloumi..) Meglio di così! Buona settimana e buon appetito!

14 gennaio 2015

Anatra: e adesso?

anatra blog
E così il giorno di San Silvestro abbiamo comprato un'anatra. Un'anatra femmina, per la precisione. Davvero non so per quale motivo, l'anatra l'ho mangiata molto di rado e non l'ho mai cucinata in vita mia (a parte, raramente, il petto), ma un'anatra intera sinceramente ancora no, e men che meno avevo una chiara idea di come l'avrei preparata.. Però sta di fatto che tra gli acquisti per la cena dell'ultimo dell'anno (oltre ad esserci concessi un meraviglioso tartufino bianco, di cui vi parlerò magari un'altra volta) nel carrello della spesa c'è finita quest'anatra (e a dirla tutta anche due pernici che DIOSOLOSA come cucinerò e che sapore hanno, per ora sono lì, in attesa di ispirazione, parcheggiate nel freezer, anzi, se qualcuno avesse qualte idea!). Nel pomeriggio abbiamo fatto un po' di ricerca per trovare una ricetta che ci convincesse, non troppo complicata e per la quale, soprattutto, la nostra dispensa fosse fornita di tutti gli ingredienti. 300 tra libri e riviste di cucina e l'intera rete a disposizione non sono bastati a trovare qualcosa che colpisse in modo particolare la nostra curiosità e così, alla fine, anche un po' demoralizzati, abbiamo deciso di cucinarla a modo nostro. Alla "come viene viene", basandoci sul sempiterno e lapalissiano motto del mio papà "bùn cun bùn fa bùn" abbiamo raccolto un bel mazzetto delle  erbe aromatiche ancora disponibili sul nostro terrazzo e optato per una cottura in tegame. Un po' di aglio e scalogno, l'immancabile pancetta (ditemi cosa non viene bene con l'aggiunta di un una manciata di dadini di pancetta) e una generosa spruzzata di vino bianco. Semplice e anche piuttosto veloce. Il risultato è stato al di sopra delle nostre aspettative tanto che credo proprio che l'anatra entrerà ufficialmente a far parte della nostra lista di piatti speciali del pranzo della domenica. Un classico, soffice e godurioso purè di patate, fatto con le patate giuste e soprattutto il burro buono, è stato il compagno perfetto di questo secondo piatto di grande, grandissimo conforto. All'insegna della semplicictà che, alla fine, come volevasi dimostrare, la vince sempre.


12 gennaio 2015

Un dolce rientro

cake blog
Bentrovati e buon anno! Come primo post del 2015 ho pensato di proseguire con le vecchie, buone abitudini, iniziando la settimana nel modo in cui inizio abitualmente la mia giornata, ovvero da una indulgente e pigra prima colazione. [Ah si potesse vivere solo di prime colazioni e aperitivi...] Comunque, dicevo, un buon cake da colazione per quanto mi riguarda racchiude un po' l'essenza degli inizi: l'inizio della stettimana (dato che in genere viene sfornato la domenica pomeriggio), l'inizio del giorno, accompagnandomi e consolandomi accovacciata sullo sgabello della mia cucina, ancora assonnata davanti alla mia tazza di caffellatte bollente, ed è stato, dopo tutto, anche l'inizio di questo blog, visto che anche per il mio primo post la protagonista è stata proprio una torta soffice e un po' umida, ideale per riconciliare il brusco atterraggio sulla terra dopo una notte di sonno, specialmente di lunedì... Qundi il concetto del "ricomincio" mi pare che vada perfettamente a braccetto con la colazione del mattino e questo nuovo anno di blog riparte proprio così. Con un cake dalla consistenza perfetta per essere sbocconcellato morso dopo morso ma anche per essere inzuppato in una tazza di caffellatte bollente. Con un delicato retrogusto lasciato dallo sciroppo d'acero che, ad essere sincera, la prossima volta probabilmente verrà usato in maggiore quantità.. 


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