31 gennaio 2014

Generi di conforto

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Piove. 
Vabbè, è fine gennaio. Ci sta.
Piove come se dovesse piovere, all'improvviso, tutta l'acqua che c'è, con quelle giornate tutte uguali, una dopo l'altra, tutte grigie, tutte bagnate. Settimane in cui la città si trasforma nel set di un film di Tim Burton.
Piove, come se il cielo volesse piangere tutte le sue lacrime.
Piove di quella pioggia che un giorno di sole si fa attendere come il festeggiato ad una festa a sorpresa. E quando arriva, inizia la festa. Il sole tornerà, non è andato via. Si è solo preso una piccola pausa, nascosto beato dietro quei nuvoloni grigi. In attesa che il vento del nord soffi un po' più forte per spazzarle via, lasciando il posto a quel blu terso dei giorni di tramontana, col freddo che ti taglia le guance e le nuvole che sembrano di zucchero filato. E noi qui, ad aspettare che soffi il vento. Cercando conforto nelle piccole cose, nei piccoli gesti quotidiani, in una tazza di tè caldo da tenere stretta fra le mani per scaldarle, in un pezzetto di cioccolata da sciogliere lentamente tra la lingua e il palato come se fosse un ultimo desiderio, in una sciarpa color prugna da arrotolare intorno al collo, che subito ci si sente protetti e al sicuro. In un piatto goloso e fumante dove il nostro nord, quello del vento freddo che spazza via la pioggia, incontra l'est più lontano, quello del sole, il sole che sorge.


27 gennaio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty e la sua Torta Clementina

Torta clementina
"Vedere il mondo, cose pericolose da raggiungere, trovarsi l'un l'altro e sentirsi."





Qualche settimana fa sono stata al cinema a vedere "I sogni segreti di Walter Mitty". Ci sono andata, devo ammetterlo, con una certa curiosità perché l'attore e regista del film, Ben Stiller, l'ho sempre identificato come interprete di film comici al limite del demenziale che, sebbene mi abbiano spesso fatto ridere, e molto anche, non posso certamente dire di essere una grande fan di questo genere di film, certamente non il genere di film che andrei a vedere al cinema. Il trailer però mi aveva particolarmente incuriosita, non sembrava affatto essere un film "alla Ben Stiller", lasciando intuire paesaggi meravigliosi che avevano solleticato la mia immaginazione. E devo ammettere che il film mi ha colpito moltissimo: paesaggi e fotografia da togliere il fiato, una splendida colonna sonora, le avventure del sognatore e apparentemente mite ed insulso Walter Mitty si srotolano in una trama avvincente ma quel che prevale e che resta impresso del personaggio di Walter Mitty è la sensazione di delicatezza e insieme di grande ispirazione, di impellente motivazione, la capacità di Walter di andare per una volta fuori dalla sua "comfort zone", abbracciando con una certa incoscienza tutte quelle avventure che per una vita intera si era limitato a sognare ti lascia, alla fine del film, con una meravigliosa sensazione positiva, con una incredibile voglia di prendere e partire, che non è mai troppo tardi per diventare quello che avresti sempre voluto essere.


24 gennaio 2014

A fuoco lento: tajine d'agnello con prugne e mandorle


E poi ci sono quei giorni lì. Quelli in cui ti svegli con un sorriso dentro. Quelli in cui tutto ti sembra diverso, come illuminato da una nuova luce. Ma forse sei solo tu che sei un po' diversa, e tutto ti sembra nuovo, possibile, realizzabile. In cui ti guardi indietro e sì, molte cose forse le avresti fatte diversamente, ma forse non saresti quella che sei, con le esperienze e gli errori che hai vissuto, che ti hanno formata, cambiata, costruita. Fino ad essere la persona che sei oggi. E a conti fatti, io davvero non mi posso lamentare del risultato. Giorni in cui ti va di muoverti lentamente, ti viene voglia di un vecchio film da rivedere per la millesima volta sul divano, bevendo una tazza di tè bollente, con un bel cucchiaio di miele, e una fetta di torta di mele, morbida, profumata, rassicurante. Giorni in cui ti viene voglia di aprire quella vecchia scatola di latta, con le vecchie cartoline, le foto ingiallite, le lettere della nonna, e i bigliettini della mia mamma, che conservo ancora tutti, e che mi commuovono ogni volta. Giorni in cui se fuori piove è pure meglio, perché mi viene una gran voglia di cucinare, soprattutto qualcosa che necessita di una cottura lunga, a fuoco lento, di quelle che avvolgono tutta la casa con il loro profumo delizioso, il profumo dell'attesa.. Questa di oggi è una ricetta perfetta per questi giorni qui, di quelle da pensare in anticipo, da mettere sul fuoco e rimestare pigramente ogni tanto, con la fiamma bassissima, a cuocersi piano piano fino a quando la carne diventa tenera da sciogliersi in bocca, e i profumi delle spezie iniziano a pervadere tutte le stanze dalla casa, come un velo sottile. Una ricetta di quelle per cui non è possibile avere fretta, perfetta per un pomeriggio piovoso e invernale, come quelli di questi giorni. 


20 gennaio 2014

Nelle cucine dell'American Academy in Rome per la presentazione del libro Pasta

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In una gelida e piovosa mattina di fine novembre, sono stata invitata a partecipare alla presentazione del libro "Pasta" pubblicato dall'American Academy in Rome nell'ambito del progetto sostenuto dalla fondazione "Rome Sustainable Food Project". Vi avevo già parlato qui di questo posto straordinario e del loro progetto, ispirato ad un modello alimentare nel rispetto del cibo sostenibile, che utilizza esclusivamente prodotti di stagione e del territorio (infatti fa parte del programma Slow Food Lazio). 

17 gennaio 2014

Ostriche in tempura con maionese al wasabi

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Questa di oggi è un'altra delle ricette che facevano parte del servizio pubblicato all'interno del numero natalizio di Season Mag di cui vi avevo già parlato qui e qui. Un antipasto un po' chiccosetto nella presentazione, tutto sommato anche ragionevolmente non troppo caro (basteranno 2-3 ostriche a persona) e anche piuttosto semplice da realizzare. Se state pensando ad un finger food da servire in occasione di una cena un po' elegante, questa potrebbe essere un'idea. Ovviamente, l'accompagnamento ideale per questo antipasto è un bel bicchiere di bollicine ghiacciate, sempre indicate con il fritto. Buon week end a tutti!

OSTRICHE IN TEMPURA con maionese al Wasabi

Per la tempura di ostriche
12 ostriche freschissime e non troppo grandi, 3 cucchiai di farina di riso, 3 cucchiai di farina 00 (più altra per l’impanatura), acqua frizzante, ghiaccio, sale
Per la maionese al wasabi:
1 uovo freschissimo a temperatura ambiente, il succo di 1 limone non troppo grande, 100 ml circa di olio di oliva (non extravergine), 2-3 cucchiaini di pasta di wasabi già pronta, sale
Circa 1 l di olio di semi di arachidi per friggere.


Preparate la maionese: mettete nel contenitore del frullatore a immersione (o quello che siete abituate ad usare per fare la maionese) l'uovo intero, il succo di limone, un pizzico di sale e il wasabi. Unite circa la metà dell'olio e iniziate a frullare, aggiungendo l'altro olio a filo finché non avrete ottenuto la consistenza di una maionese piuttosto soda
Tempura di ostriche: preparate una pastella abbastanza densa stemperando la farina con l’acqua frizzante. Fate riposare per 20 minuti in frigorifero, poi sistemate la ciotola con la pastella sopra ad una ciotola contenente acqua e cubetti di ghiaccio in modo che si mantenga sempre ad una temperatura piuttosto bassa.
Aprite delicatamente le ostriche, senza rovinarle. Estraetele con un coltellino e tamponatele con carta da cucina. Recuperate la parte concava del guscio, lavatela e asciugatela.
Nel frattempo portate a temperatura l’olio in una friggitrice (oppure una padella dai bordi alti, tipo una wok, in modo che il cibo possa essere completamente immerso nell’olio caldo).
Passate le ostriche nella farina, agitatele delicatamente in un piccolo setaccio per eliminare quella in eccesso, quindi passatele nella pastella e subito nell’olio caldo. Fatele friggere, poche per volta, controllando la temperatura dell’olio e finché la pastella non sarà diventata croccante (non deve essere dorata). Scolatele con una schiumarola e fatele asciugare su carta assorbente. Sistemate le ostriche nel loro guscio, salate pochissimo solo al momento di servirle, sistemate accanto all’ostrica un piccolo ciuffo di maionese al wasabi e decorate con una fogliolina aromatica (basilico viola oppure una fogliolina di Shizo o un germoglio di senape).


15 gennaio 2014

Economia domestica 1.0

spezzatino

In questi giorni, grazie a uno dei contest che imperversa su diversi blog che seguo, ho notato un gran fiorire di ricette di spezzatini. Così mi sono ricordata che mi ero dimenticata (scusate la dissociazione linguistica) di parlarvi di questo piatto "salvacena" della mia mamma. Una cena per quattro, primo secondo e contorno cucinando un unico piatto e spendendo meno di 10 Euro. Impossibile? Non secondo la mia mamma, che è da sempre la regina indiscussa dell’economia domestica. Io che cerco di barcamenarmi tra lavoro, traffico, blog, tutta una serie di lavori extra collaterali, una casa e una famiglia allargata, non so nemmeno quanto costa un litro di latte. Mia mamma invece è una vera esperta dell’arte del fare la spesa, non solo è aggiornatissima sui prezzi di mercato di praticamente qualsiasi prodotto in commercio, ma sa esattamente dove acquistare i prodotti migliori ai prezzi migliori, attività che prevede, ahimé, una specie di pellegrinaggio tra un paio di mercati, due tre supermercati e qualche discount. Ma soprattutto l'arte nella quale mia madre è insuperabile è da sempre quella del saper cucinare piatti indimenticabili anche con gli ingredienti più umili ed economici (un giorno vi dovrò parlare della sua versione imbattibile della carne alla “pizzaiola”)

13 gennaio 2014

Una pavlova che sembra un Mont-Blanc (o forse lo è)

pavlova mont blanc
Ussignùr.. ma cosa mi starà mai succedendo? Avete fatto caso che negli ultimi 3 post di fila ho sempre proposto un dolce? Non è proprio da me! Non so come mai, in realtà non è stata una scelta, è semplicemente capitato. In questi ultimi giorni mi sono sentita un po' come una foglia caduta da un albero che si lascia dondolare sulle acque di un torrente, assecondandone i movimenti e seguendone, un po' intimorita, la corrente.. Quella sensazione di leggera inquietudine che si prova di fronte a qualcosa di totalmente inaspettato ma necessario, che al tempo stesso un po' ci spaventa ma un po' ci attrae. Quella sensazione che si prova quando ti fanno un bel massaggio rilassante, ti abbandoni completamente sotto le mani forti che ti scivolano sulla pelle, sciogliendo i nodi della tensione, e provi una sensazione di pace, anche quando in alcuni punti i nervi si sono un po' accavallati e la sensazione è anche un po' dolorosa, ma in fondo anche piacevole. Un po' fa male, ma è anche un po' dolce al tempo stesso. E quindi forse viene da qui questa mia voglia di dolcezza, certo non proprio l'ideale per chi di voi aveva pensato bene di stare un po' a dieta dopo gli stravizi delle feste. Magari però potete semplicemente appuntarvi la ricetta e rimandarla ad un momento in cui il vostro fisico vi richiederà un supplemento di zuccheri. Il fatto è che va così, che questo blog esce fuori non solo dalla mia cucina, ma anche e soprattutto dalla mia pancia, dai miei umori e malumori e in questo momento mi sento come pervasa da un'inspiegabile dolcezza, nonostante tutto, di quella che rimette a posto le cose.. e quindi oggi vi beccate questo dolce qui che non solo è un dolce, ma è un dolce molto dolce..


10 gennaio 2014

Brownies senza burro

butter free brownies
E dicevamo, quindi, brownies senza burro. Olio al posto del burro, penserete voi. E invece no, nemmeno quello. Eppure questi brownies risultano lo stesso morbidissimi, leggermente umidi all'interno e con la crosticina croccante esterna che si sbriciola leggermente ad ogni boccone. Uguali uguali a quelli originali (più o meno, dai). L'ingrediente segreto che rende possibile questa piccola magia è uno dei vegetali che personalmente amo di più: l'avocado.

07 gennaio 2014

Ricomincio da me

granola 2.0






"Au mileau de l'hiver, j'ai découvert en moi un invincible été." [Albert Camus]


Il 2014 è iniziato, per me, con un solo unico grande proposito: fare solo ciò che è meglio per me. Proprio come nella frase di Albert Camus, nel bel mezzo di questo inverno ho riscoperto in me un'invincibile estate. Ho scoperto, nonostante tutto, di essere diventata una donna forte, coraggiosa, ma soprattutto ho imparato a non dimenticarmi più della persona più importante per me, ovvero me stessa. Forse, semplicemente, ho deciso di volermi un po' più bene, guardandomi dentro come se mi vedessi da fuori e ho scoperto di essere sulla buona strada verso la persona che volevo diventare. Ho sempre rincorso un equilibrio intorno al quale far ruotare tutto il resto, cercandolo fino ad ora nel posto sbagliato, e adesso che sto imparando a far scorrere l'acqua invece di cercare di riparare ogni piccola perdita, sento di esserci più vicina che mai. L'arte del lasciar correre, dell'accettare quello che non puoi cambiare è forse, per me, la strada giusta per la serenità. 
E uno dei primi risultati di questo mio buon proposito, è stato che nelle ultime settimane mi sono lasciata coccolare da una sana lentezza, di cui avevo veramente molto bisogno. Ho evitato di rincorrere scadenze auto inflitte, la maggior parte delle quali esistono solo nella mia mente, e mi sono riposata. Mi sono ritagliata ampi spazi per conversazioni illuminanti e salvifiche con la mia amica del cuore, e ho fatto solo quello che mi andava di fare, attività che ha visto molto raramente la mia presenza in cucina. Ho cucinato poco e mangiato il giusto, ritrovandomi così, pronta ad affrontare questo nuovo anno con la necessaria leggerezza fisica e mentale. Come questa ricetta di oggi, una nuova granola, ricca ma sana, perfetta per iniziare pigramente la giornata con con una tazza di latte fresco e qualche sogno da realizzare. Anche quelli che sembrano impossibili. Come la scritta di queste nuove tazze che sono diventate immediatamente le mie preferite, tratta da Alice nel paese delle meraviglie: "Sometimes I believed as many as six impossible things before breakfast."


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